MONACO (testo ed audio): “Catania, Ripa vero attaccante dopo Spinesi. Mi ricorda Ambrosi. Pisseri e Curiale fondamentali”

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Venerdì è intervenuto telefonicamente ai microfoni di “Radio Studio Italia”, in collaborazione con Igor Pagano e la redazione di TuttoCalcioCatania.com, un graditissimo ospite, l’ex difensore rossoazzurro Gennaro Monaco, storica bandiera del Catania. Lunga intervista in cui sono stati affrontati diversi ambiti: a partire dalla rosa allestita, l’avvio del campionato, l’exploit in occasione della roboante vittoria in Coppa Italia contro l’Akragas, la mancanza di penalizzazioni. Di seguito pubblicate le parti salienti dell’intervista ed il video contenente l’intervento audio integrale di Monaco:

Catania che inizia il campionato con un pareggio casalingo contro il Fondi e dopo il recente exploit di Coppa Italia contro l’Akragas si accinge ad affrontare l’insidiosa trasferta di Caserta. Un tuo giudizio su questo avvio…
“Intanto mi preme dire che vincere ti porta entusiasmo e rappresenta la cosa più bella. Perché in settimana ci si allena per approntare la sfida in programma, che si tratti di campionato o Coppa Italia è necessario vincere sempre.
Inoltre sono molto fiducioso perché il Catania non è più quello dell’anno scorso! Partito già ad inizio luglio con grandi giocatori come Francesco Lodi che rappresenta un autentico lusso per questa categoria. Senza tralasciare i veterani Biagianti e Marchese, unitamente a tanti ragazzi importanti. In attacco è arrivato Ripa che reputo in assoluto uno degli elementi più forti di questa Serie C, praticamente un cecchino d’area di rigore. In porta è stato trattenuto Matteo Pisseri che ha ampiamente dimostrato di essere una garanzia.
Poi un altro aspetto fondamentale è quello relativo alla partenza senza punti di penalizzazione. Dunque finalmente si partirà, al contrario di quanto avvenuto nelle ultime stagioni, alla pari con le altre compagini. Aspetto fondamentale. Ritengo che quest’anno il Catania potrà una buona volta per tutte dire la propria puntando alla vittoria finale”.

Hai citato Ripa che, al momento, ha giocato poco non avendo ancora acquisito la migliore condizione. Per lui appena 29’ contro l’Akragas ma ben 2 gol messi a segno nella stessa partita. Il centravanti che tanto serviva al Catania è arrivato. Giocatore che tu conosci anche personalmente…
“Lo conosco in quanto giocava con mio figlio Salvatore e poi l’ho seguito qui in Campania indossando la maglia della Juve Stabia. E’ un giocatore che mi ricorda per sommi capi Alessandro Ambrosi, con quella cattiveria in area. Riesce a saltare anche un metro dimostrando una forza esplosiva impressionante! Non è il tipo di calciatore che lo vedi correre per 50 metri ma in area, quando gli arriva palla, la butta dentro. Al Catania occorreva un attaccante con le sue caratteristiche. Dopo l’ultimo vero attaccante del Catania, ‘il Gabbiano’ Gionatha Spinesi, penso che Francesco Ripa in Serie C possa concretamente fare la differenza”.

Il Catania ha ingaggiato in avanti anche un’altra punta che fa della potenza una delle sue armi migliori, Davis Curiale. Reputi esplosiva la coppia Ripa-Curiale?
“Si. Curiale è un elemento che negli ultimi anni è sempre stato determinante, vedi le esperienze a Frosinone o Trapani, perché specialmente fuori casa è un autentico bulldozer, uno che si butta negli spazi. Invece Ripa è un giocatore prettamente d’area di rigore, laddove l’avversario sbaglia lui lo castiga. E’ stato un grande acquisto per me”.

Catania evidentemente rafforzato rispetto all’anno precedente. Le prime impressioni ricavate da questa squadra riguardano soprattutto la forza di un gruppo apparso unito e compatto. Quanto può incidere tale aspetto lungo il percorso?
“Questo è un aspetto determinante, così come lo è l’unione tra i calciatori. Legame nato a partire dalla data del ritiro del 10 luglio. E’ un vantaggio di non poco conto fare il ritiro e lavorare tutti insieme. Negli anni scorsi, nonostante si partisse sempre tra il 10 ed il 15 luglio, sussistevano i noti problemi relativi ai punti di penalizzazione. Quest’anno, partendo alla pari con le altre contendenti, il Catania possiede davvero una marcia in più per vincere questo campionato”.

Molti addetti ai lavori sottolineano che sia il Lecce la squadra da battere…
“Si, il Lecce perché si fa forte del rendimento dello scorso anno. E poi possiede un attacco veramente importante, tra i giocatori cito sempre Giuseppe Torromino. Un calciatore che può farti tranquillamente gol dai 30 metri da fermo in quanto dispone di un calcio a dir poco micidiale. Un elemento sicuramente determinante, al pari di Ripa”.

Al Catania mancava sicuramente tra le proprie fila il cosiddetto ‘bomber di razza’. Probabilmente con le acquisizioni di Ripa e Curiale è stato annullato questo gap che, magari, poteva intercorrere nei confronti dello stesso Lecce…
“Si, certamente! Annullare il gap è stato un processo importante. Mancava al Catania questo tipo di attaccante e Ripa negli ultimi anni è un elemento da doppia cifra. E’ capace di determinare da solo l’esito di un incontro. Ad esempio un Catania-Lecce può terminare 1-0 proprio in virtù di una sua zampata. Ripa è un giocatore temuto dai propri avversari perché, non appena dovessero commettere un errore, verrebbero prontamente castigati da lui. Nonostante il fatto che il Catania possa anche segnare con altri elementi come con Lodi su calcio di punizione, od ancora Di Grazia sfruttando una serpentina delle sue. Ma specialmente quando si giocano partite toste come Catania-Cosenza, Catania-Lecce, Catania-Matera o Catania-Trapani, ovvero incontri con squadre che mirano alla vittoria del campionato, la differenza può farla un attaccante come Ripa”.

Qual è la partita che ricordi con maggiore affetto ad eccezione di Catania-Messina che, diciamo, essere una partita a sé?
“E’ quella di Napoli. Napoli-Catania in cui giocammo dinanzi ad una cornice di pubblico di circa 50.000 persone perché il giorno prima era venuto a mancare Gianni Agnelli e quella sera in tutta Italia si giocava solo questa partita. Era un lunedì sera con Toshack in panchina e giocammo una partita strepitosa che purtroppo perdemmo negli ultimi 10 minuti a causa di un rigore battuto da Dionigi. Dopo la partita di Messina, la gara di Napoli fu per me il ricordo migliore. Figuratevi che ancora oggi quando mi incontrano a Napoli mi dicono frasi del tipo: “Col tuo Catania andavi forte!”. Naturalmente il loro grado di apprezzamento deriva proprio dal fatto che abbiano assistito a quella partita al “San Paolo”. Dal 2003 sono trascorsi ben 14 anni!”.

Quest’anno il Catania sembra aver costruito un eccellente mix di elementi. Ma tu, a livello personale, ti saresti privato di giovani come Di Stefano?
“Questo è un bel discorso che, tuttavia, puoi approntare solo se ti trovi quotidianamente a Torre del Grifo. Vuol dire che Lucarelli, unitamente al proprio staff, dopo aver visionato tutti i calciatori, incluse le partite dell’anno precedente con lo scopo di conoscere nello specifico le loro caratteristiche tecniche, avrà valutato che alcuni ragazzi potranno, magari, essergli utili a partire dall’anno successivo, una volta acquisito un ulteriore anno d’esperienza. Questa è stata la valutazione fatta tecnicamente, pur sottolineando che si tratti di bravi giocatori”.

Dovrebbe essere una buona volta per tutte attualizzata la politica di privilegiare il proprio vivaio valorizzandolo? Ovviamente in modo opportuno creando il giusto mix tra giovani ed esperti…
“Questo è un discorso bellissimo e fattibile. Negli ultimi anni a Catania sono emersi giovani come Di Grazia ed ancora altri ragazzi hanno dimostrato di valere non tanto, tantissimo. Sicuramente con le strutture possedute dal Calcio Catania il vivaio è stato sempre curato, sin dai tempi in cui militavamo in Serie A, non tanto negli ultimi 2-3 anni che definirei eufemisticamente ‘malinconici’. Reputo che obiettivamente vada valorizzato in quanto i giovani rappresentano il futuro. Il senso d’appartenenza di un catanese o, comunque, di un siciliano che vive a Catania e provincia è tutta un’altra cosa”.

Ad esclusione di Lodi e Ripa, quali sono a parer tuo i due nomi che si riveleranno fondamentali nel corso di questo campionato?
“Intanto dico Matteo Pisseri. Poi Davis Curiale perché ricordo bene che quando giocava nel Frosinone le sue caratteristiche principali erano o di portarsi dietro 2-3 giocatori oppure far segnare Ciofani”.

Si ringrazia Gennaro Monaco per la gentile concessione dell’intervista.

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