CATANIA: rispettoso silenzio poi il boato, la sofferenza e la gioia liberatoria del “Massimino”

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Curva Nord Catania

Mix di emozioni al “Massimino”. 10.380 spettatori per assistere al derby Catania-Siracusa. Rossoazzurri in cerca di riscatto dopo l’inatteso passo falso di Potenza, ospiti che attraversano un momento di forma positivo e con il tecnico Michele Pazienza all’esordio. Primi 10′ di silenzio osservati da tutto il settore del tifo organizzato con alcuni striscioni significativi esposti per ricordare le recenti vittime del palermitano. “Vicini alla famiglia di Casteldaccia”, si legge in Tribuna B. Nella Nord, invece, presente la scritta “Piangiamo i nostri morti, sentiamo lo stesso dolore, noi siamo la Sicilia… Palermo rialzati”. “Essere ‘umani’ alla base dei nostri ideali, vicini alle vittime siciliane!!!”, è quanto scrive la Sud. Completamente accantonata la rivalità sportiva con il Palermo e nessun coro di sfottò si è registrato all’indirizzo dei colori rosanero.

Poi, nei successivi minuti di partita, interrotto il rispettoso silenzio lo stadio torna a rivivere la consueta atmosfera magica che lo caratterizza. Il tifo è da brividi, Curva Nord e Sud si danno un gran da fare per spingere la squadra di Sottil a vincere un match tutt’altro che semplice ma il calore dei tifosi è percepibile anche nelle tribune. C’è attesa per il gol che arriva poco dopo l’intervallo e lo firma il solito Alessandro Marotta. Inizia la festa, lo stadio diventa una bolgia ma la battaglia sportiva continua. Il Siracusa non molla e si riversa in avanti alla ricerca del pari. Al 26′ la difesa lascia completamente solo l’attaccante Emanuele Catania che, dotato di grande esperienza e dimestichezza con il gol, davanti a Pisseri non sbaglia.

L’1-1 è una doccia fredda per il Catania. La formazione dell’Elefante si proietta in avanti per provare a rimettere le cose a posto. Il calcio di rigore che si appresta a battere Francesco Lodi sembra una pura formalità, ma proprio uno specialista come lui sbaglia così da far tirare un sospiro di sollievo agli aretusei. La squadra rossoazzurra, tuttavia, pur nelle difficoltà continua a premere sull’acceleratore trascinata dalla spinta incessante del pubblico. Nei minuti finali ci pensa capitan Biagianti a mettere il sigillo sul derby ponendo fine alle sofferenze e scatenando da gioia di tutto l’ambiente, speranzoso che questo risultato rappresenti un ottimo trampolino di lancio per il futuro.

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3 COMMENTI

  1. Buono solo il Risultato, per il Resto c’è tanto ma tanto da lavorare. Preoccupa il Reparto Difensivo, nelle ultime partite ha Concesso tanto agli avversari e per una squadra che punta al Campionato non è un Segnale Positivo. Abbiamo un Centrocampo che lascia molto a Desiderare, a Gennaio occorre intervenire, cosi come a questa squadra manca qualche Esterno di Spessore. Ci sono Giocatori Fuori Posizione messi in Ruoli poco adatti per Rendere. Manneh deve essere una pedina fondamentale. Ancora non si riesce a Capire come mai questa squadra sbaglia l’approccio dei primi tempi. La squadra deve Trovare una Sua Identità di Gioco, Bisogna lavorare anche Mentalmente. Sim quando la Società per risparmiare economicamente parlando continuerà a fare il Ritiro a Torre del Grifo non avremmo mai una squadra Sul piano Fisico-atletico ben Rodata. Il Ritiro come Tutti fanno lo si fa in alta Montagna e non a 42 Gradi. Sottil il tempo degli Esperimenti è Finito.Non si possono cambiare continuamente i giocatori e messi nel ruolo sbagliato. La Vittoria di ieri sera può essere Molto importante Vista la Serata negativa della Squadra

  2. Caro Direttore Bisogna Correre subito ai Ripari a Gennaio. Questa Squadra anche se le partite le vince e non sempre ci andrà bene, ha Bisogno di rinforzi a Centrocampo, ci Vuole gente di Spessore e di Qualità. Non vedo il Catania Che può fare la Differenza a Centrocampo. Secondo il mio punto di Vista si poteva fare Meglio nella Campagna Acquisti.

  3. Non ha vinto il Catania.
    Hanno vinto le curve e il pubblico del Massimino.
    Il ricordo delle vittime di Palermo, la dimostrazione di affetto e vicinanza mostrata alla città rivale storica del calcio, sono un segno tangibile di crescita morale, civile e sportiva.
    Questo atteggiamento vale quanto una promozione in serie A.
    Chapeau.

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