CATANIA-BRESCIA vissuta sugli spalti. TIFOSI IN CURVA SUD: “Rispetto per la maglia!”

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Tifosi Catania in Tribuna

Curva Sud a sostegno fino alla fine delle ostilità

Sul rettangolo di gioco non è stato un pomeriggio molto diverso dalle ultime apparizioni. Risultato negativo, errori, un pizzico di sfortuna ed incapacità di chiudere la partita quando c’era la possibilità di farlo. Tutti elementi che hanno contribuito a determinare un 2-2 che serve a poco o nulla al Catania. A fare da cornice un clima fosco, con la Curva Nord praticamente deserta ed i restanti settori dello stadio Angelo Massimino con 5/6.000 spettatori distribuiti in totale. Tra questi una cinquantina di tifosi provenienti da Brescia per sostenere la formazione guidata da Javorcic ed un gruppo ultras della Curva Sud etnea che non ha fatto mancare il proprio sostegno. Sostegno per la maglia, s’intende.

Tifosi Curva Sud

Da notare il tradizionale striscione “CrediAmoci” disposto in posizione contraria. Non sono mancate espressioni insultanti verso parte della dirigenza rossoazzurra. Preso di mira l’Amministratore Delegato Pablo Cosentino, mentre il Presidente Pulvirenti, in vista dell’apertura del calciomercato, è stato invitato a “nesciri i soddi”, così come scandito dagli ultras etnei nella Sud. “Fino alla fine, forza Catania!” è stato invece uno dei cori più gettonati rivolto ai protagonisti in campo, facendo da contraltare al silenzio della Nord semivuota.

Tifosi Brescia a Catania

Mentre cresceva l’incitamento dei tifosi dell’Elefante, dal settore Ospiti si levavano cori di sostegno verso le rondinelle ma anche parecchi cori di sfottò all’indirizzo dei supporters rossoazzurri. Nell’arco dei 90 minuti, botta e risposta continuo tra le opposte tifoserie. “Catanese pezzo di…”, “Bresciano figlio di…”, “Brescia vaff…” sono stati solo alcuni dei cori uditi nell’arco dei 90 minuti. A conferma di una rivalità sportiva consolidata tra le parti.

Tifosi Catania in Tribuna B

Da notare come, con il trascorrere dei minuti, qualche tifoso abbandonava la zona della protesta all’esterno dello stadio facendo il suo ingresso nelle tribune ed in entrambe le Curve, prevalentemente nel corso del secondo tempo. Qualche fischio sugli spalti all’indirizzo di mister Pellegrino, ma soprattutto di Sebastian Leto. Dalla Tribuna A si è udito forte e chiaro l’urlo “Buffone, buffone!” verso il direttore di gara per alcune decisioni evidentemente non digerite da una parte del pubblico. Dalla B, invece, il grido “Sannino, Sannino!” a sottolineare l’attaccamento dei tifosi al tecnico di Ottaviano, fresco di dimissioni.

Tifosi Catania in Curva Sud

Nel contesto di un pomeriggio privo del calore della Nord, il cuore della Sud ha continuato a battere fino alla fine. Tifosi senza voce per incitare la squadra, spronandola a vincere, ma soprattutto per enfatizzare il concetto di appartenenza alla città, alla maglia: “Per l’onore di Catania siamo qua, tutti insieme canteremo per la maglia e la città”. Un messaggio, inoltre, rivolto ai calciatori: “Rispettate la nostra Curva”, “Pretendiamo molto rispetto, noi siamo il Calcio Catania”.

Allo scadere dei minuti di recupero, come si poteva facilmente intuire una volta conclusa la partita con il risultato di 2-2, Catania sommerso di fischi con i giocatori rossoazzurri diretti negli spogliatoi a testa bassa. I calciatori del Brescia, invece, applaudono e ringraziano i propri tifosi per averli seguiti macinando chilometri e nonostante la forte crisi societaria che ha colpito le rondinelle. Il pomeriggio del Massimino si conclude così con mezzi sorrisi bresciani e l’amarezza tutta di marca catanese per una vittoria gettata alle ortiche.