CATANIA, “Ma quando vinciamo?”. Ancora un pomeriggio di attesa vissuto sugli spalti

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Tribuna B, Catania-Spezia

La partita Catania-Spezia vissuta sugli spalti dello stadio Angelo Massimino

Nubi si addensano sullo stadio Angelo Massimino nel corso del match Catania-Spezia. Come se fosse un cattivo presagio per i tifosi rossoazzurri, che continuano a vivere un vero e proprio incubo sugli spalti. Prosegue l’attesa per una vittoria che tarda ad arrivare. Si pensava che l’incontro con lo Spezia potesse essere quello della svolta, soprattutto dopo i segnali confortanti emersi dalla trasferta di Bari. Già, la svolta. Che dall’inizio della stagione si attende con insistenza. Questo, però, unitamente al penultimo posto in classifica, non è sufficiente per allontanare la passione della tifoseria verso i colori rossoazzurri.

Curva Sud, Catania-Spezia

In circa 12.000 al Massimino hanno optato per sostenere il Catania. Non conta il risultato, conta la fede sportiva per la squadra della propria città. In occasione di Catania-Spezia, poi, contava anche ricordare la figura storica di Angelo Massimino. Nei giorni scorsi si è tenuto l’anniversario della sua scomparsa, eppure in pochi se ne sono accorti nella città dell’Elefante. Non lo hanno dimenticato, invece, i tifosi etnei attraverso striscioni e cori nel corso del match. In Curva Sud trovano particolare risalto poche parole, ma significative: “Onore al Cavaliere”. La Nord, invece, risponde con lo striscione: “Da loro deriso e dimenticato. La ‘vera Catania’ ti ha sempre amato”.

Curva Nord, Catania-Spezia

Il tifo sugli spalti è anche questo. Inviare messaggi non privi di senso, che aiutino a riflettere, a ricordare, a non dimenticare chi, in questo caso, ha fatto parte della storia del Catania. Nel corso dei 90 minuti ci sono anche 22 giocatori che corrono sul rettangolo di gioco per darsi battaglia ai fini della conquista di un risultato importante. Ecco che, allora, il popolo rossoazzurro si è stretto attorno alla squadra incitandola fino alla fine. “Per l’onore di Catania siamo qua, tutti insieme canteremo per la maglia e la città”, questo il coro più gettonato scandito dalla Nord. Chi indossa questa casacca è chiamato a dare il massimo, la Sud lo fa notare sottolineando che “vogliamo gente che lotta”.

Curva Sud, Catania-Spezia

Il Catania, fischiato a fine primo tempo per non essere riuscito a sbloccare il risultato, recepisce il messaggio e, dopo l’intervallo, trova la via del gol che sembra restituire un po’ di serenità. Invece no, il gol di Maniero non è sufficiente. I successivi errori sotto porta costano caro al Catania che soffre il ritorno dello Spezia, il quale, galvanizzato dall’1-1 (colossale ingenuità difensiva sugli sviluppi di un calcio d’angolo), effettua addirittura il sorpasso. Un film già visto che fa esasperare gli animi sugli spalti. Il pubblico punta il dito, per l’ennesima volta, contro Cosentino e Pulvirenti ritenuti i principali responsabili delle difficoltà finora incontrate dal Catania.

Curva Nord, Catania-Spezia

Nei minuti finali partono anche cori di disappunto all’indirizzo della squadra, fischiatissima quando ciascun giocatore entra in possesso della sfera. La realizzazione di Calaiò al 90’ non cambia gli umori dei tifosi. La Nord si chiede ripetutamente “Quando ca… vinciamo?”. Nei minuti di recupero il Catania preme sull’acceleratore alla ricerca del tris che non arriva. Poi, una volta arrivato il triplice fischio dell’insoddisfacente arbitro Sig. Manganiello, i giocatori si dirigono a testa bassa verso gli spogliatoi, sconsolati per non avere riassaporato il gusto della vittoria, tra i fischi del Massimino.

Catania vs Spezia

Gli unici a fare festa sono i tifosi provenienti da La Spezia, che in 30-40 unità non hanno fatto mancare il proprio sostegno agli aquilotti. Loro sognano di giocarsi la possibilità di andare in Serie A, il Catania deve lottare, invece, con le unghie e con i denti per evitare lo spettro della doppia retrocessione. Cambiano gli obiettivi, ma il tifo per i propri colori rimane immutato.

Tifosi Spezia a Catania