CATANIA: tanti, troppi cambiamenti. Ora servono certezze

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Antonino Pulvirenti

Confusione ed illusione lungo il percorso del Catania. Si ritroverà la luce?

Confusione è il termine adatto per identificare le difficoltà incontrate dal Catania nelle ultime due stagioni. Anche in occasione dello scorso campionato gli infortuni attanagliarono la formazione rossoazzurra, con ancora più vigore nella stagione regolare. Sotto accusa è finita la preparazione atletica, ma non solo. Spesso in questo lasso di tempo, in casa Catania è stato puntato il dito contro la direzione tecnica della squadra dell’Elefante. Tutto è cominciato il 20 ottobre 2013, quando Rolando Maran, allenatore del Catania dei record, venne rimosso dalla panchina etnea venendo rimpiazzato da Luigi De Canio.

Con questo cambio alla guida del Catania, la società del Presidente Pulvirenti pensava di dare una sterzata al momento negativo attraversato. Invece la cura De Canio non ha sortito gli effetti sperati. Così, ecco fare ritorno in Sicilia Rolando Maran. In un primo momento sembrava che la squadra si stesse riprendendo, invece si è trattato di un’illusione. Ad aprile, allontanato per la seconda volta Maran, spazio a Maurizio Pellegrino. Una soluzione interna per provare a rilanciare le ambizioni del Catania. In questo caso la scossa è arrivata, ma troppo tardi. A nulla sono valse le vittorie con Sampdoria, Roma, Bologna ed Atalanta per evitare la retrocessione.

Ripartendo dall’inferno della Serie B, il Catania era certo di proiettarsi immediatamente verso l’alto. Una convinzione diffusasi anche tra i tifosi che hanno deciso di rinnovare la propria fiducia a squadra e società sottoscrivendo oltre 10mila abbonamenti. Organico molto forte sulla carta, a detta di tutti gli addetti ai lavori potenzialmente in grado di “ammazzare” il campionato cadetto, imitando in questo il Palermo della precedente stagione. Oggi, invece, i fatti fotografano tutt’altra realtà. Il Catania rischia un’incredibile doppia retrocessione, continua a non perdere il vizio di cambiare allenatori, allontanando per due volte dalla panchina etnea Maurizio Pellegrino per poi concretizzarsi l’addio di Giuseppe Sannino ed optare per l’approdo di Daniele Delli Carri (direttore sportivo) e Dario Marcolin.

A quest’ultimo è stata consegnata una squadra radicalmente diversa, molto più italiana ed esperta rispetto alla prima parte del campionato. I successi maturati al cospetto di Pro Vercelli e Perugia, però, si sono rivelati ancora una volta un’illusione per il Catania. Adesso a pagare le conseguenze della crisi è toccato al preparatore atletico Giampiero Ventrone, a lungo contestato dai tifosi che lo hanno additato come principale responsabile dei numerosi infortuni e di una non brillante condizione fisico/atletica generale della squadra. Al suo posto Massimo Neri, che vanta un curriculum importante. Sarà sufficiente per risollevare il Catania, oppure il cammino rossoazzurro proseguirà all’insegna dell’incertezza?