CATANIA UMILIATO A BRESCIA. Come complicarsi la vita da soli…

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Riccardo Maniero, Catania

Prestazione assolutamente da dimenticare. Il Catania impari in fretta la lezione

Catania inguardabile a Brescia. La formazione dell’Elefante ha steccato in quella che sarebbe dovuta essere la partita chiave per la salvezza. Il Catania rimane fermo a quota 48 punti in classifica e deve rinviare ogni discorso alla prossima partita contro il Cittadella. Non si preannuncia un match agevole, al cospetto di un avversario motivato a giocarsi fino in fondo le proprie carte per evitare la retrocessione. Il Catania avrà il vantaggio di affrontare i veneti tra le mura amiche, ma prestazioni come quelle di Brescia non inducono all’ottimismo. Un’ipotetica ripetizione dello spettacolo penoso andato in scena allo stadio Rigamonti farebbe correre rischi incredibili al Catania.

Viene da chiedersi, allora, perché complicarsi la vita? La partita era stata preparata in settimana con spiccata attenzione. Lo stesso Marcolin fin dal post-gara di Catania-Livorno aveva sottolineato il fatto che si sarebbe trattato di un match difficile in terra lombarda. Anche nei giorni scorsi è stato un martello nei confronti del gruppo, invitato a scendere in campo con il giusto approccio. Il messaggio del tecnico, evidentemente, non è stato recepito.

Giusto che tutti si assumano le proprie responsabilità, allenatore compreso, ma soprattutto i protagonisti in campo devono fare mea culpa. Quattro gol presi da una squadra che nel turno precedente di campionato era stata “massacrata” dallo Spezia vedendo ormai vicinissimo lo spettro della Lega Pro. Con tutto il rispetto per il Brescia, compagine di buon livello nonostante l’assenza in extremis del bomber Andrea Caracciolo per in infortunio riportato in sede di rifinitura, questo Catania non poteva cedere di schianto al Rigamonti.

Grave il ko maturato, grave soprattutto il modo attraverso cui i rossoazzurri hanno consegnato i tre punti al Brescia. Catania in versione vacanziera. Come se il campionato si fosse già concluso, come se si desse per scontato che i lombardi smettessero di lottare rendendo la vita facile al Catania. Niente di più sbagliato. I bresciani calano il poker umiliando, di fatto, l’undici di Marcolin. Una lezione da imparare in fretta, acquisendo la consapevolezza che, smarrendo la necessaria umiltà, la figuraccia è sempre dietro l’angolo.