VISTA DAL TIFOSO: “Catania, vacilliamo ma non demordiamo”

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Catania - Messina

Confesso che la mia fede è vacillata, alcuni eventi personali e l’assurdo orario del derby con il Messina mi hanno allontanato dal clima di campionato.

L’aria si era fatta irrespirabile come in quelle giornate senza vento con lo smog e le sue polveri lì a ristagnare, ma il colpo di reni di Russotto, Castiglia e soci lascia intravedere barlumi per non finire ingloriosamente il triennio più sventurato della nostra storia calcistica.

Per lo più il ciclo dei sette incontri conclusivi, in base alle leggi generali che regolano il tutto, dovrebbe permettere quella rincorsa, scandita dal DO della vittoria contro i giallorossi peloritani trampolino per evitare l’onta dei playout.

Io resto convinto che il team di per sè non valga la posizione che ha al momento, che il tasso tecnico sia almeno pari alle squadre che hanno 40 punti, ma è mancata l’idea di gioco e il fraseggio sulla trequarti avversaria non ha mai dato risultati dignitosi, cosa che quasi tutte le altre squadre hanno mostrato in primis Benevento, Foggia e non solo.

Inoltre il reparto di centrocampo è stato dall’inizio popolato da calciatori doppioni e senza l’adeguata varietà psicotattica che l’arrivo di Di Cecco ha solo in parte mitigato.
Sappiamo anche delle difficoltà di inizio stagione e dell’empasse tattica legata alla conduzione di Pancaro, sotto questa lente le cose sono forse andate come dovevano andare.
Fatalismo rossazzurro, sta di fatto che adesso con tre partite in casa – Lupa, Melfi e Andria – e le trasferte di Pagani, Benevento e Foggia, dieci punti li dovremmo fare e il mio apporto non mancherà.

Ai tifosi dico di compiere l’ultimo sforzo, immettere quell’energia necessaria a passare questo ennesimo punto di svolta e proiettarci verso un futuro che ci possa dare gioia e voglia di superare i limiti angusti di questa realtà attuale.