CATANIA: i processi si fanno alla fine, ma gli errori ci sono

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“I giudici stanno in tribunale, nessuno può giudicare il Catania”. Parole dell’Amministratore Delegato rossoazzurro Pietro Lo Monaco che invita tutti alla calma, auspicando che domenica pomeriggio la squadra benefici del massimo sostegno possibile allo stadio contro il Foggia. Una conferenza stampa distensiva per sperare di superare il momento di crisi attraversato e ripartire nel migliore dei modi.

Giustamente i processi vanno celebrati alla fine. Se però, quando mancano otto giornate alla conclusione del campionato, il Catania si trova fuori dalla zona Play Off è innegabile che qualcosa non sia andata per il verso giusto. Era stata rinnovata più volte, a fatica, la fiducia a Pino Rigoli nel corso della stagione perché non arrivata la tanto attesa svolta in trasferta. Poi il ko di Agrigento,ha suggerito alla dirigenza di esonerare il tecnico di Raccuja assumendo al suo posto Mario Petrone, il quale ha raccolto tre punti in altrettante gare prima della clamorosa decisione di rassegnare le dimissioni.

Il successore Giovanni Pulvirenti ha riportato sconfitte sui campi di Lecce e Pagani. Continuando, quindi, ad incontrare difficoltà.  Al di là dei continui cambi alla guida tecnica che hanno prodotto l’effetto di generare confusione nella squadra, sembra che i problemi rossoazzurri non vadano ricercati in panchina ma, piuttosto, nelle strategie adottate per l’allestimento dell’organico.

In estate il Catania era stato allestito ad immagine e somiglianza di Rigoli, con la consapevolezza che i giocatori sarebbero stati in perfetta sintonia con il progetto tattico dell’ex Akragas. Invece il rendimento etneo è stato piuttosto altalenante e, nel momento in cui si è deciso di affidare la panchina a Petrone, da squadra prevalentemente attendista il Catania ha dovuto adattarsi alla filosofia di calcio dell’allenatore napoletano. Un cambiamento brusco per una formazione non abituata a giocare con spregiudicatezza.

Sul mercato, poi, ci si aspettava ben altro dagli innesti di Diogo Tavares e Demiro Pozzebon che, al momento, pochi gol hanno assicurato alla causa rossoazzurra. Parziale delusione, inoltre, l’apporto di Giovanni Marchese. Pare evidente, poi, l’assenza di un regista di centrocampo che fornisca garanzie adeguate. Insomma non mancano gli errori commessi anche in ambito societario ma il campionato non si è ancora concluso e, magari, il finale potrà cambiare le carte in tavola dando ragione al Catania. C’è ancora tempo per raddrizzare la stagione, ma bisogna fare in fretta.

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