ACCADDE OGGI – 6 luglio 2018, Sottil si presenta come allenatore rossazzurro: “Ho rifiutato la B per tornare a Catania”

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Andrea Sottil

6 luglio 2018. Prime parole da allenatore del Catania per Andrea Sottil a Torre del Grifo, nel giorno della presentazione ufficiale. Queste le dichiarazioni più significative del tecnico di Venaria Reale evidenziate un anno fa da TuttoCalcioCatania.com:

Buongiorno a tutti. Innanzitutto ringrazio la proprietà, i Direttori Lo Monaco ed Argurio per avermi scelto per questa prestigiosa panchina. Catania per me significa tanto. Ci ho giocato, vinto e sofferto da calciatore. Purtroppo è in Lega Pro, ma di Lega Pro non ha nulla a livello dirigenziale, aree lavorative, tifoseria, blasone, storia e con un Centro Sportivo che ci invidiano tutti. Questa è una piazza da Serie A. Ho tantissimo coinvolgimento, mi riempie d’orgoglio essere qui, non sapete quando mi soddisfi professionalmente allenare il Catania. A livello motivazionale ancora di più. Ho lasciato la B, ma il richiamo del Catania è stato troppo forte. I tre anni di contratto contano tantissimo per me, hanno fatto la differenza. Senza pensarci tanto ho firmato e non vedo l’ora d’incominciare questo percorso“.

Questa è una categoria difficile che io penso di conoscere abbastanza bene. Posso contare sulla grandissima esperienza dei miei dirigenti e su una squadra che sarà competitiva. Sono molto contento ed emozionato perchè per me Catania rappresenta molto, il massimo. Darò ancora di più, tutto me stesso in termini di serietà, abnegazione e sacrificio per cercare di portare questo club dove merita. Qui abbiamo vinto un campionato storico, sofferto fino alla fine, conquistato salvezze incredibili. Tornare ai piedi dell’Etna ha fatto scaturire in me emozioni forti. Non sono frasi fatte le mie. E’ stata una scelta personale, quella di rinunciare al campionato cadetto”.

“Il Catania in Lega Pro deve essere la squadra protagonista, difficile da battere. Ho in testa di costruire una formazione avente una precisa identità, capace d’imporre il gioco, di essere intensa, propositiva, vincente. Ci sarà tanto lavoro da fare, le idee sono chiare e condivise con la dirigenza cercando i profili giusti per Catania. Perchè giocare qui ed in una cornice di pubblico come quella del ‘Massimino’ è completamente diverso che farlo in altri posti. Qualità tecniche ma soprattutto carattere e personalità, carisma, capacità di osare. Questo conta. Perchè a Catania non basta impegnarsi, ma bisogna giocare con anima e cuore. Non è sufficiente la bravura. Chi sceglieremo sarà chiamato solo per vincere. E dovrò, quindi, creare in primis una precisa identità di squadra sia in casa che fuori. Giocando sempre per vincere con determinate caratteristiche”.

“Quali le dirette rivali in ottica primo posto? Traspare che il Catanzaro voglia fare allestire un organico di rilievo, ha scelto un allenatore esperto per la categoria. Non so se ci sarà anche il Trapani, credo dipenda dalle garanzie a livello societario. La Casertana sembra intenzionata a fare una buona squadra, poi possono sempre esserci delle outsider che lavorano bene negli anni come Siracusa e Monopoli che, mantenendo l’ossatura di base, possono essere insidiose”.

“Lodi? Quando hai a disposizione calciatori di così grande qualità non è un problema andarli a collocare. Lodi possiede determinate caratteristiche, non è più un giovanotto ma l’ho visto bene, corre, produce assist, e sui calci piazzati, componente fondamentale nel calcio, lui è uno degli specialisti. Chi affronterà il Catania lo farà, immagino, con tanti giocatori dietro la linea della palla. Quindi sarà importante sfruttare efficacemente i piazzati. Lodi può fare bene sia da centrocampista che giostrando un pò più avanti, anche se con l’età ha indietreggiato la posizione. Penso rappresenti un valore aggiunto, un top per la categoria. Biagianti? Quando ritrovi calciatori sono diventati degli amici condividendo dei momenti belli trascorsi insieme fa sempre piacere. Oggi io faccio l’allenatore, loro sono i miei giocatori quindi il rapporto è diverso. Ma non ci sono problemi nel rispetto del ruolo”.

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