ESCLUSIVA – Maurizio Anastasi: “A Giarre sarà giornata di festa. Catania e Palermo possono risalire, Lo Monaco non si arrende mai”

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Intervista rilasciata a TuttoCalcioCatania.com dall’ex centrocampista rossoazzurro Maurizio Anastasi, protagonista della promozione in Serie A dell’Elefante. L’attuale Direttore Sportivo del Giarre parla ai nostri microfoni anche del confronto amichevole di giovedì pomeriggio contro il Catania, durante il quale riceverà un premio l’Amministratore Delegato etneo Pietro Lo Monaco:

Maurizio, come procede a Giarre?
“Bene. Stiamo lavorando alla realizzazione di un progetto funzionale e avente durata triennale. Vogliamo rendere molto più interessante e fruibile l’aspetto legato al pubblico. Giarre ha fatto tanti anni di Serie C, è una piazza importante e la gente si aspetta molto adesso. La realizzazione del campo in erba è fondamentale, un fiore all’occhiello. E’ stato un prezioso investimento effettuato anche con il vice Presidente La Rosa. Abbiamo ristrutturato la sede e ricreato il settore giovanile. Stiamo ponendo le basi per il futuro improntate sul rispetto delle regole e la creazione di strutture all’altezza. Poi vengono i risultati. Resto dell’idea che se non hai una società importante alle spalle non puoi fare calcio. C’è bisogno dei nostri tifosi, abbiamo allestito un’ottima squadra prendendo anche alcuni giocatori di categoria superiore”.

Giovedì si confronteranno Giarre e Catania, sarà un bel momento…
“Sicuramente una bella giornata di festa, oltretutto tra tifoserie gemellate. Si tratta di una grande manifestazione di sport, vogliamo pensare che la città di Giarre dia una buona risposta. Per noi è un’amichevole di lusso. E’ un piacere ospitare il Catania e siamo onorati di avere qui anche il Direttore Lo Monaco, che è stato il mio mentore ai tempi di Acireale, Milazzo e Catania. Mi ha scoperto lui. Non si arrende mai. E’ acciaio inox e non ha perso questa caratteristica. Lavora tutti i giorni, ogni minuto a 360 gradi. Premieremo Lo Monaco perchè non bisogna mai dimenticare tutto quello che ha fatto per il Catania. Oggi quando le cose vanno male diventa tutto più difficile”. 

Quali obiettivi vi ponete quest’anno?
“Vogliamo fare bene e le premesse ci sono tutte. Vedremo cosa dirà il campo. A volte non è sempre come si pensa. Cerchi di allestire organici per puntare in alto, ma poi entrano in gioco tante componenti. Bisogna avere la disponibilità dei giocatori al 100%, un gruppo importante e solido che remi nella stessa direzione. Anche il mister deve essere un leader, con calciatori che abbinino qualità e quantità. Scientificamente non è scontato che una squadra forte vinca. Vedi il Palermo, incredibile armata che ha lasciato la Coppa Italia Serie D venendo eliminata dal Biancavilla. Il gruppo è fondamentale”.

La sconfitta del Catania a Potenza conferma le difficoltà nell’affrontare il campionato di Lega Pro…
“Potenza-Catania non l’ho vista ma ho letto i commenti in giro. Nel primo tempo male, nella ripresa alcune importanti occasioni sprecate per accorciare le distanze ma il Potenza è sempre stata una squadra difficile per il Catania. Poco fa ho citato l’importanza di molte componenti. I giocatori forti non bastano. Si vince con altre armi il campionato. Il Catania milita in Serie C e non capisco perchè stia in questa categoria. Negli anni d’oro il Catania si è preso anche delle grosse soddisfazioni battendo le grandi del calcio italiano. La tifoseria, inoltre, è di un altro livello ma oggi è difficile venire fuori dalla Lega Pro. C’è molto agonismo e non esiste l’ammazza-campionato. Io ho fatto per due anni la C ed è veramente difficile. L’ho giocata con calciatori che provenivano anche dalla A e dalla B”.

Calcio siciliano in crisi, intravedi qualche spiraglio di luce?
“Il Palermo milita in D. Il Catania è tra i professionisti e lotta sempre per vincere, anche se la C sta stretta. Il Siracusa invece è fallito e non capisco come sia potuto accadere, l’Acireale staziona da tempo nelle categorie inferiori. Il calcio siciliano tra virgolette è scomparso. Io spero che ci sia uno spiraglio ma non è semplice perchè i soldi da mettere sono tanti. E’ così anche in Eccellenza, figurati in Lega Pro. Non è facile anche reperire sponsor. Spesso il budget è limitato e devi fare affidamento alla sola competenza della dirigenza. Siamo ben lontani dai tempi delle tre squadre siciliane in A. Io credo che in questo momento il Catania potrebbe risalire. Forse anche il Palermo che ha un’area territoriale molto vasta con imprenditori che potrebbero subentrare nel tempo. Altre realtà non ne vedo. Il Messina ha avuto un grande trauma dal fallimento”. 

Tra le società di Giarre e Catania i rapporti sono eccellenti, me lo puoi confermare?
“Assolutamente. C’è un grande rapporto di stima e rispetto. Abbiamo preso un ragazzo dal Catania, Giuffrida della Berretti nazionale. E’ molto interessante, un mancino che ha già fatto un gol in Coppa Italia. C’è una buona collaborazione anche con Marino, responsabile dell’area tecnica rossazzurra. Il Catania è sempre pronto a darci una mano se c’è la possibilità di farlo. Massima collaborazione in ambito giovanile. Ovviamente il Catania ha molti ragazzi che devono crescere fuori e sono d’accordissimo perchè questi giovani devono fortificarsi, farsi le ossa in contesti differenti per maturare esperienza anche al di là del tessuto familiare”.

Si ringrazia Maurizio Anastasi per la gentile concessione dell’intervista.

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