PAGELLE PER REPARTO: Mbende evita guai peggiori, Lodi predica nel deserto, Lele Catania cuore rossazzurro

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Moïse Emmanuel Mbende

Consuete pagelle per reparto realizzate dalla nostra redazione. Premesso che la sconfitta di Potenza è figlia, in primis, di un approccio alla partita insoddisfacente della squadra, attribuiamo di seguito le valutazioni ai reparti di difesa, centrocampo ed attacco:

DIFESA – 4

Primo tempo da incubo per il Catania. L’imprevedibilità e la rapidità d’esecuzione delle giocate e degli inserimenti offensivi del Potenza hanno messo a nudo le pecche di un reparto che già qualche campanello d’allarme aveva fatto suonare nelle due precedenti apparizioni in campionato. Sin dalle battute iniziali del match Silvestri e Saporetti hanno dato l’impressione di andare in difficoltà. Il cambio dell’infortunato Saporetti con Esposito ha ulteriormente aggravato la situazione. Difesa ancora più lenta e macchinosa, l’attacco potentino è riuscito ad approfittarne inserendosi con costante pericolosità. Prima frazione di gara praticamente regalata al Potenza.

Male, poi, i terzini Calapai e Pinto che sono stati limitati al massimo dal pressing rossoblu dialogando poco con gli esterni d’attacco. Nel corso della ripresa con molta meno frequenza i padroni di casa si sono affacciati nell’area di rigore catanese, merito di Mbende che è stato “costretto” ad anticipare il suo esordio previsto per Catania-Viterbese. Il roccioso difensore centrale ha fatto buona guardia, garantendo maggiore solidità dietro. Si segnala, poi, qualche intervento efficace di Furlan a difesa dei pali.

CENTROCAMPO – 4.5

Lodi prova a mettere ordine ma, sostanzialmente, predica nel deserto. Welbeck parte malissimo, va leggermente meglio quando viene spostato sul centro-destra in sostituzione di un Dall’Oglio che delude profondamente le attese. Al posto dell’ex Brescia, Camplone inserisce Llama in favore di un centrocampo più dinamico. Confusione e mancanza della necessaria lucidità, tuttavia, prendono il sopravvento.

La conseguenza? Manovra sterile, tanta imprecisione nei passaggi e luce spenta per gli attaccanti che – essendo poco supportati e marcati stretti dalla difesa potentina – non riescono quasi mai ad impensierire Ioime. Poca cosa, inoltre, gli inserimenti dei centrocampisti che producono tanto fumo e poco arrosto. Spesso il centrocampo del Potenza riesce ad avere il pallino del gioco, imponendosi con una buona dose di personalità ed aggredendo efficacemente i portatori di palla.

ATTACCO – 4

Pochi pericoli dalle parti di Ioime, ma prova estremamente volitiva e generosa di Lele Catania. Catanese doc e cuore rossazzurro, l’attaccante è da applausi per non avere lesinato alcuno sforzo nonostante l’infortunio. Camplone aveva già esaurito i cambi a disposizione, lui ha stretto i denti fino all’ultimo non abbandonando il campo e – anzi – costruendo due buone palle gol. Per il resto, cosa dire? Sarno, anch’egli alle prese con problemi fisici e sostituito proprio dall’ex Siracusa, ha provato ad accendere la luce in un paio di circostanze. Con scarso esito. Timido Di Molfetta, più fuori che dentro la partita. Menzione negativa a parte merita Curiale. Impiegato dal 1′, resta in campo fino allo scadere del match ma la sua presenza sul rettangolo verde praticamente si nota solo per un gol divoratosi a tu per tu con Ioime e qualche intervento falloso. Non fa meglio Mazzarani, subentrato a Di Molfetta ma è quasi un fantasma.

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