L’IMPEGNO NON BASTA: bicchiere mezzo vuoto, andando avanti a piccoli passi non si fa strada

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Prendendo in prestito una frase tanto cara al mister Cristiano Lucarelli, il Catania ha pareggiato una partita che andava vinta “senza se e senza ma”. L’avere affrontato la Casertana a porte chiuse, con infortuni importanti sul groppone ed in un terreno di gioco reso estremamente pesante dalla pioggia, non può costituire un alibi. La squadra, vale la pena ricordarlo, è stata costruita per lottare per le posizioni di vertice. I problemi societari ci sono ed è innegabile questo, ma la squadra deve semmai esaltarsi nelle difficoltà. D’accordo, sul piano dell’impegno il Catania ha fatto la partita che doveva fare. Ma non è tutto. No, perchè rappresentare i colori rossazzurri impone di andare oltre. Significa gettare il cuore oltre l’ostacolo, proseguendo il percorso senza piangersi addosso, liberando la mente da fattori extra campo che sono di pertinenza esclusiva della dirigenza.

Il Catania, come già appurato in molte delle precedenti occasioni, continua ad evidenziare la tendenza a spegnere la luce in determinati momenti della partita. Come se, ad un certo punto, la squadra si isolasse dal rettangolo verde arrestando, di colpo, la velocità di pensiero. Nel primo tempo la formazione dell’Elefante è partita bene, adottando il giusto approccio ed atteggiamento, con anche trame di gioco interessanti. Poi la Casertana ha cominciato a guadagnare metri ed il Catania si è eclissato. Fino ad arrivare all’episodio del vantaggio di Caldore, con dormita difensiva annessa. All’intervallo, in qualche modo, la squadra ha riordinato un pò le idee tirando fuori una maggiore cattiveria agonistica. Più fame, grinta e consapevolezza dei propri mezzi. Il pareggio di Curiale ha dato nuova linfa ai rossazzurri, passando dal 3-5-2 ad un più elastico e fluido 4-2-3-1, prima di adottare il 4-3-3. Maggiori soluzioni offensive, Catania più dinamico e intraprendente.

Ma c’era sempre qualcosa che veniva a mancare: l’ultimo passaggio, il cinismo sotto porta, la giocata risolutiva. Onore e merito alla Casertana per avere imposto il pareggio al Catania, ricordando che in campo si scende sempre in undici contro undici e non esistono partite dall’esito scontato. Ma era ed è doveroso, lecito, attendersi qualcosa di più. Il rendimento attuale espresso è ben al di sotto delle effettive potenzialità di cui il Catania dispone. Il calciomercato di gennaio può venire in soccorso, tenendo comunque presente che le disponibilità economiche non saranno elevate. Urge, allora, che gli attuali componenti della rosa forniscano risposte ben più convincenti entro la chiusura dell’anno solare. Perchè, in un momento in cui c’è bisogno di correre, andare avanti a piccoli passi non può bastare.

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1 COMMENTO

  1. Squadra scadente, in ottima media playout… Che comunque.. Perderebbe.
    Fate un passo indietro, lasciate a chi vuole andare avanti con altra società.
    Questo è un calvario.

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