IL CATANIA DURA SOLO UN TEMPO: sorride la Ternana. Gravi errori e due gol da recuperare, 13 febbraio decisivo

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1994

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Rossazzurri sconfitti nella semifinale d’andata di Coppa Italia contro la Ternana. Gli umbri vincono con il risultato di 2-0 allo stadio “Liberati” che agevola il loro percorso in vista del match di ritorno, fissato per il 13 febbraio. Il Catania paga le gravi amnesie difensive e gli errori sotto porta, ma anche il vistoso calo evidenziato nel corso della ripresa.

Lucarelli si affida al 4-2-3-1 e l’Elefante parte con il giusto piglio. Al 2′ punizione calciata da Curcio sopra la traversa, pochi minuti più tardi ci prova anche Rizzo con una botta da fuori. Rispondono i padroni di casa intorno al quarto d’ora di gioco. Lo fanno con un calcio piazzato velenoso di Furlan, Martinez respinge con qualche affanno e sulla ribattuta arriva la deviazione fuori misura di Ferrante che però commette fallo. Qualche istante dopo tentativo di Torromino e, al 18′, Ferrante non arriva per un soffio su un pallone che sarebbe stato pericolosissimo sugli sviluppi di un angolo. Al minuto 20 si addormenta Calapai, ne approfitta Torromino che calcia in porta. Parata plastica di Martinez. E’ il momento in cui sale in cattedra il Catania che guadagna la supremazia territoriale.

Al 21′ conclusione dalla trequarti di Curcio nel tentativo – non riuscito – di sorprendere Marcone. 4′ dopo occasionissima per i rossazzurri. Calcio d’angolo di Pinto, deviazione e rischio autogol per la Ternana, Marcone respinge ed Esposito, da pochi passi, deve solo depositare in rete ma trova, invece, Mbende ad ostacolarlo involontariamente e l’azione sfuma. Incredibile palla-gol divorata dal Catania. Al 28′ Marcone respinge in corner il tiro di Barisic in area, sulla battuta del calcio d’angolo incornata fuori misura di Mbende. Continua a spingere il Catania con una bell’azione personale portata avanti da Barisic. Al 37′ lancio pregevole di Mbende a beneficio di Di Molfetta che aggancia, si gira e serve Pinto, il quale entra in area e conclude di poco alto al 37′. Prima dell’intervallo, colpo di testa debole di Ferrante, para senza problemi Martinez.

Cambia tutto nella ripresa con l’ingresso di Partipilo al posto dell’acciaccato Ferrante. Il neo entrato crea subito non pochi patemi alla difesa. Al 47′ si avventa sul cross da destra di Nesta e spedisce in rete, sbucando dalle parti di Mbende ed Esposito. L’1-0 galvanizza i padroni di casa che insistono con una dirompente azione del già citato Partipilo che fa tutto da solo fino a giungere a calciare in area, ma è bravo Pinto ad opporsi sulla conclusione deviata sul palo esterno al 52′. Lucarelli mette dentro Sarno e Biondi, rilevando Di Molfetta e Manneh nella speranza di avere maggiore incisività in avanti. Ma sono ancora i ternani ad andare vicini al gol. Botta di Torromino sopra la traversa al 64′, da sottolineare la bell’azione palla al piede di Celli in uscita. Lo stesso Torromino, poi, ottimamente lanciato in profondità entra in area, semina il panico nella difesa catanese e batte Martinez sul secondo palo. Tra il 68′ ed il 79′ il Catania non riesce a sfruttare due occasioni nitide: la prima con Sarno che, sulla sponda aerea di Curcio, anticipa il portiere ma Celli salva a pochi passi dalla linea prima del tap-in e Biondi che, su cross dalla destra, riceve ma non riesce a superare Marcone a pochi passi dalla porta. Nel finale Partipilo si mangia il 3-0 approfittando dell’ennesima disattenzione difensiva etnea. Il Catania attacca con la forza della disperazione ma il risultato non cambia fino al 94′, quando giunge puntuale il triplice fischio.

 

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3 COMMENTI

  1. Sbagliato il cambio di Manneh, sbagliati gran parte degli agganci sempre rimballati e preda degli avversari, se l’attacco è Barisic difficilmente si segnerà, scarsi e confusi i giocatori che comunque hanno fatto vedere qualcosa nel primo tempo ma tanto fumo e niente arrosto. Ternana non trascendentale, se furbi sicuramente si portava a casa almeno un punto, ma come al solito ci si fa fregare con un’ingenuità da scolaretti, il ritorno sara come sfondare un fortino con le fionde!

  2. Che senso ha il silenzio stampa in fin dei conti meglio così almeno non si ripetono le stesse fregnacce (meritavamo di più siamo sulla buona strada etc) giocatori scarsi tecnicamente lenti come tartarughe ho l, impressione che no si arriva neanche ai play off

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