CORONAVIRUS – Gli altri siciliani bloccati in Calabria: “Neanche gli animali si trattano così”

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Molte persone bloccate a Villa San Giovanni sono riuscite ad approdare in Sicilia, altre sono rimaste in Calabria. Nelle prossime ore si dovrebbe trovare una soluzione definitiva anche per loro che, intanto, protestano. Su La Stampa si leggono le dichiarazioni di alcuni di loro, indignati per il trattamento ricevuto:

“In barba alle misure anti Covid-19 siamo qui tutti ammassati, al gelo, senza una bevanda calda. Neanche gli animali, con tutto il rispetto per loro, si trattano così. Siamo arrivati in Italia sani come pesci mentre ora chi può dirlo? Ogni minuto che passa qui dentro abbiamo il terrore di ammalarci. E’ assurdo noi non ci siamo spostati da una regione all’altra, noi veniamo dal mare, siamo rimpatriati. Non ci fanno rientrare in Sicilia e ci tengono qui ammassati nella saletta della stazione. Io non ci sto in Calabria, piuttosto mi portino in carcere”, dice la signora Gianna che da ieri alle 14 si trova nella saletta d’aspetto della stazione di Villa San Giovanni.

“Ci hanno messi tutti qui, uno attaccato all’altro, senza una bevanda calda, senza coperte fino alle 2 di notte e non le dico il gelo che abbiamo patito… Chi è riuscito a dormire lo ha fatto per terra, sulle sedie accanto ad altri, altro che distanza di sicurezza! E’ così che l’Italia e la Sicilia pensano alla salute dei loro cittadini? Abbiamo il diritto di tornare a casa nostra – prosegue – Siamo rimpatriati, non ci siamo spostati da una regione all’altra”. La donna, insieme al marito e a un altro collega, è musicista sulle navi da crociera e due giorni fa è arrivata a Civitavecchia dopo un viaggio di 15 giorni dal Brasile, al termine del quale sono sbarcati superando i controlli di temperatura.

Ci sono anche studenti di Catania. “Noi eravamo a Napoli da un amico quando è scattato il primo decreto – spiega Cristiana – Abbiamo deciso di fermarci lì proprio per evitare spostamenti, sperando che la situazione migliorasse. Non è successo però, e questa persona non poteva più ospitarci. Quindi siamo partiti per la Sicilia, la nostra unica casa. Perché a Napoli ci hanno fatti partire se non si poteva?”.

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