CESSIONE CATANIA: Tribunale-Finaria, adesso è davvero l’ultima chiamata

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Catania Tribunale

Era il 9 giugno quando l’ufficio di presidenza del Tribunale di Catania emise il seguente comunicato stampa:

“Trattandosi di vicenda di particolare interesse sociale, in relazione alla proposta di concordato ex art. 161 comma VI, l. fall. depositate da Finaria SpA in liquidazione e Calcio Catania SpA, appare opportuno segnalare che, ad oggi, non risulta presentata al Tribunale di Catania alcuna istanza per l’avvio della procedura competitiva per la vendita dell’asset azionario del Calcio Catania SpA e del titolo calcistico “Calcio Catania”.

“Per queste ragioni, in relazione alle informazioni specifiche in possesso della proponente in ordine all’evoluzione del campionato di calcio, il Tribunale di Catania – sezione fallimentare – con decreto in data odierna ha ritenuto necessario acquisire da Finaria SpA in liquidazione elementi conoscitivi di dettaglio per effettuare le doverose valutazioni di adeguatezza sull’attività della ricorrente, funzionale alle predisposizione della proposta e del piano concordatari“.

Oggi, venerdì 26 giugno 2020, la procedura non è ancora partita. I dialoghi tra Sigi e Finaria per soddisfare le richieste del Tribunale ci sono stati, la SpA promossa da Pagliara e Pellegrino ha effettuato le mosse che doveva fare ed è previsto che il capitale sociale sia interamente versato. Si cerca di capire quando, effettivamente, il bando sarà reso pubblico. Il Tribunale ha chiesto ulteriori chiarimenti a Finaria e, in merito al pagamento degli stipendi, la Sigi fungerebbe da garante solo nel momento in cui ci sarà la reale percezione che si potrà fattivamente acquistare il Calcio Catania. I legali rappresentanti di Finaria, a seguito delle nuove richieste, si sono attivati per fare in modo che entro i primi giorni della prossima settimana ci siano davvero tutte le condizioni affinchè parta questa benedetta procedura competitiva. E’ l’unico strumento, lo ricordiamo, allo scopo di seguire il percorso della cessione del Catania.

Il Tribunale ha pazientato ancora ma, adesso, sembra avere concesso un vero e proprio ultimatum a Finaria chiedendo la massima trasparenza su ogni singolo passaggio, sotto lo sguardo attento dei commissari che vigilano a 360 gradi. Non c’è tempo da perdere, si avvicinano ulteriori scadenze e l’alternativa alla pubblicazione del bando è il fallimento. A meno che Finaria dimostri di avere la forza di andare avanti autonomamente, presentando un piano di rientro per i creditori valido nell’ambito dell’accettazione del concordato preventivo. Ipotesi alquanto remota questa, considerata la delicatissima situazione finanziaria di riferimento.

Raccomandavamo, nei giorni scorsi, di non esaltarsi troppo a seguito dell’incontro tenutosi domenica in presenza del sindaco Pogliese, ma anche di evitare la strada del pessimismo cosmico. Ci sono infatti, da un lato, elementi per potere auspicare che la trattativa per la cessione vada avanti malgrado i continui ritardi, ma anche circostanze che richiedono la massima attenzione con lo spettro del fallimento dietro l’angolo. L’equilibrio è fondamente in questi casi e le chiacchiere sono finite. Finaria si trova di fronte all’ultima chiamata ed il Tribunale vuole risposte certe, immediate e perentorie.

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