BIONDI: tra spirito d’abnegazione e dilemmi sulla posizione in campo

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Kevin Biondi atteso dalla prova di maturità calcistica dopo essere sbocciato la scorsa stagione agli ordini di Cristiano Lucarelli. Quest’anno il ragazzo ha ritrovato sulla propria strada mister Peppe Raffaele, il quale l’aveva lanciato con successo tre stagioni fa all’Igea Virtus impiegandolo prevalentemente come mezzala.

Nel suo ancor breve percorso da calciatore (iniziato nelle giovanili del Catania e proseguito tra Barcellona Pozzo di Gotto e Messina fino al ritorno alla base avvenuto lo scorso anno), il ragazzo ha sempre fatto della duttilità e dello spirito d’abnegazione alcuni dei suoi punti di forza. Finora sta trovando qualche difficoltà ad esprimersi all’interno di un contesto tattico in ricostruzione, ma ciò è comprensibile se pensiamo che la squadra è stata in buona parte rinnovata ed è ancora in cerca di una propria identità.

Spesso ci si interroga sulla posizione in campo a lui più congeniale per caratteristiche tecniche, con mister Raffaele che il più delle volte preferisce accentrarlo con compiti di rifinitore. Tuttavia non è un caso se le migliori performance stagionali si sono viste nel ruolo di esterno, in una zona di campo dove risaltano meglio le sue qualità di cursore come in occasione del derby, quando la sua spinta propulsiva sulla fascia sinistra ha permesso al Catania di arrivare al pareggio.

Sin qui Biondi ha collezionato 10 gettoni di presenza, di cui 8 da titolare, per un minutaggio complessivo di 661′. Per lui all’attivo c’è anche una rete siglata in Coppa Italia al San Nicolò Notaresco, una conclusione dal limite dell’area di rigore potente e ben calibrata che terminò la propria traiettoria sotto l’incrocio dei pali tra gli applausi dei pochi presenti.

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