MARADONA – I napoletani ed ex rossazzurri Lodi e Sarno: “Colpo durissimo la sua scomparsa”

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Attraverso i canali ufficiali della Triestina, i calciatori napoletani ed ex Catania Francesco Lodi e Vincenzo Sarno ricordano Diego Armando Maradona dopo la notizia della sua tragica scomparsa:

Francesco Lodi
“Sfortunatamente non ho avuto il piacere di conoscerlo, quando lui arrivò a Napoli il 5 luglio 1984, io di fatto ero appena nato. Quando il Napoli vinse lo Scudetto avevo appena tre anni, le sue gesta le ho viste in videocassetta e in dvd ma in ogni caso sono cresciuto con lui. Ricordo che a carnevale mi vestivano sempre con la sua maglia numero dieci e la parrucca, per noi è stato un Dio del calcio. Per me – prosegue Lodi – è stato il miglior giocatore mai esistito al mondo. Sono cresciuto con le sue immagini, vedendo i suoi gol su punizione col desiderio impossibile di eguagliarlo. Per me la notizia di ieri è un grandissimo dispiacere, una tristezza enorme. Non mi sarei mai aspettato dopo i recenti 60 anni e l’operazione pochi giorni prima che arrivasse una notizia così. Per noi napoletani se ne va un pezzo di storia di Napoli, ha rappresentato e ci ha fatto vivere momenti bellissimi, indimenticabili”.

Vincenzo Sarno
“I nostri genitori, tutti i genitori napoletani, trasmettono ad ogni bambino l’amore per Diego, siamo cresciuti tutti con le sue giocate, quello che faceva col pallone, quello che ha significato per la nostra città. Per noi è qualcosa in più, un idolo che va al di sopra di tutto, paragonabile a un secondo Dio, una leggenda, qualcosa che a parole è pressoché impossibile spiegare. Da ieri a oggi il mio telefono è letteralmente impazzito, dai gruppi così come da singole persone, è come se fosse mancato un parente. Qualsiasi bambino napoletano nasce con Maradona, i primi tifosi sono i nostri genitori, ci hanno trasmesso tutte le immagini, i dvd, mio padre mi faceva vedere per ore le sue gesta. E’ un colpo durissimo per la mia città, Diego fa parte della vita quotidiana, dell’intercalare del parlare il napoletano. Ieri pomeriggio eravamo ancora in campo e sappiamo purtroppo com’è andata, appena salito sul pullman ho trovato centinaia di messaggi ed è come se avessi perso uno di famiglia. Già c’era tanta rabbia per l’aver perso la nostra partita, leggere immediatamente dopo questa notizia è stata una vera mazzata, un senso di vuoto che non si può spiegare. Lo stadio San Paolo intitolato a Diego? Per me una cosa che andava fatta già ben prima della sua morte e vado oltre, per quello che ha fatto lui con quella maglia numero dieci, ritirerei la dieci in generale. E’ come se su un campo di calcio avessero portato via il pallone”.

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