SERIE C – Casertana in 9 per il Covid e gara regolarmente giocata, Ghirelli: “Applicate le regole”

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Fa discutere molto quanto accaduto domenica, in occasione della partita Casertana-Viterbese. Falchetti decimati dal Covid, ma scesi regolarmente in campo addirittura giocando in 9 contro 11. La gara, finita 0-3, è iniziata con un ritardo di oltre un’ora in seguito all’effettuazione di test rapidi ad alcuni giocatori della Casertana da parte dell’Asl. La squadra di casa ha denunciato di essere stata “costretta” a giocare a causa del rifiuto della Viterbese di rinviare la gara, preannunciando l’utilizzo di calciatori “febbricitanti, sebbene risultati negativi all’ultimo ciclo di tamponi. Un pericolo per se stessi e per gli altri”.

Francesco Ghirelli, Presidente della Lega Pro, ha sottolineato attraverso una nota che la Lega “ha recepito il regolamento UEFA ed inserito in aggiunta una deroga, che prevede, per una sola volta nell’arco della stagione che un club possa avanzare richiesta alla Lega di rinviare la partita se si sia in presenza di un numero minimo di quattro calciatori colpiti da Covid-19”.

“La regola UEFA – ha proseguito Ghirelli – prevede che si gioca se il club abbia almeno 13 calciatori in rosa, compreso obbligatoriamente un portiere, non colpiti da Covid-19; in tale conteggio devono essere considerati i calciatori squalificati o infortunati. Questa regola nel corso della stagione è già stata già applicata in varie occasioni. Per citarne una per tutte in occasione della gara tra Palermo e Catania dello scorso 9 novembre. Ricordo anche per completezza d’informazione che lo stesso regolamento al punto 3 prevede che qualora la società ‘decida comunque di non disputare la gara, la stessa sarà attinta dalla sanzione della perdita della gara con il punteggio di 0-3, senza l’applicazione dell’ulteriore penalizzazione di un punto in classifica, irrogata dal competente Organo di Giustizia'”.

Queste, invece, le dichiarazioni del numero uno della Casertana Giuseppe D’Agostino:

“E’ stato scandaloso e vergognoso. Mi vergogno di far parte di questa Lega. Se questo è il calcio, vuol dire che io non c’entro niente. Mi sento deluso, offeso e preso in giro da tutti. Non ho mai visto una cosa del genere. Ci hanno fatto fare tamponi su tamponi in questa settimana ed alla fine siamo stati costretti a scendere in campo in nove. Purtroppo siamo rappresentati malissimo. Prendo le distanze da quelle persone. Il presidente della Viterbese ha messo a rischio anche la sua squadra. Eravamo in nove ed in più tre calciatori erano con la febbre ed abbiamo ritenuto opportuno sottoporli a tampone. Eravamo in attesa dell’esito, ma ci hanno costretto a scendere in campo prima. Pur di giocare avevamo chiesto il posticipo alle 21 per essere sicuri che i tre calciatori sospetti non fossero anche loro positivi al Covid. Lo spero per loro vivamente. Ma non per la Lega e per chi la rappresenta. Interessavano solo i tre punti. Se ce l’avessero chiesti, l’avremmo dati prima”.

“Alle due e mezza ho sentito il presidente della Viterbese; mi diceva che non poteva rinviare la partita perché lui ha speso due milioni e non poteva rischiare. E’ una questione di soldi? Qui si parla della salute delle persone. Abbiamo quindici positivi. Quando si può parlare di focolaio? Questa è una domanda che vorrei fare all’ASL. Se si trova un positivo in un’azienda, chiudono tutto per quindici giorni. E noi invece possiamo giocare. Possiamo morire! Me ne vergogno. Non presentarci? Si poteva fare. Ma non dovevamo essere noi a decidere se scendere in campo o meno. Non è giusto! Castellammare? Decide la Lega. Se dobbiamo andare a giocare, andremo. Tanto decidono loro”.

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