CATANIA DAI DUE VOLTI: pesa l’atteggiamento del primo tempo e l’errore dal dischetto di Dall’Oglio, occasione sprecata

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Un vero peccato. La voglia del Catania di riscattare il 5-1 di Terni con una bella vittoria al cospetto del Bari, s’infrange sui guantoni di Frattali. Al minuto 93 l’adrenalina sale a mille, quando Dall’Oglio sta per calciare il rigore concesso a seguito di un vistoso fallo ai danni di Sarao. A differenza di Catania-Virtus Francavilla, però, stavolta il centrocampista fallisce l’opportunità dal dischetto per l’amarezza di Pinto e compagni. Bravo Frattali ad intuire la direzione del tiro, non altrettanto Dall’Oglio nel calciare il penalty con troppa frenesia. Occasione mostruosa per l’Elefante, che avrebbe dato uno slancio emotivo non indifferente alla squadra di mister Giuseppe Raffaele, costretta ad accontentarsi di un punto che serve a poco per la classifica.

E’ il terzo rigore stagionale fallito dai rossazzurri, episodio che purtroppo incide sugli equilibri del campionato rossazzurro. Il pareggio, invece, tutto sommato va bene al Bari che, dopo avere piegato la resistenza del Monopoli, cercava conferme e le ha trovate uscendo imbattuto da un confronto difficile. In definitiva il risultato di parità rispecchia l’andamento complessivo dei 90′, anche se il Catania del secondo tempo ha creato svariati presupposti per impensierire la lenta retroguardia barese con il passaggio dal 3-5-2 al 4-2-4 e l’ingresso di un volitivo Sarao. Nell’economia di una gara complessivamente equilibrata, pesa l’errore di Dall’Oglio ma anche l’atteggiamento adottato nella prima frazione con annesse leggerezze difensive.

Catania con poche idee nei primi 45′, facendo frequente ricorso ai lanci dalle retrovie nella speranza che Di Piazza, sul filo del fuorigioco, sorprendesse la difesa. Non è la prima volta che per buona parte di un tempo il Catania sia non pervenuto o, comunque, sottotono. Un limite notevole per una buona squadra dotata di un potenziale interessante e di un gruppo molto affiatato ma che deve, ancora, raggiungere un livello di maturazione ulteriore. E la maturità passa anche da trasferte come quella di mercoledì a Pagani, una delle tante trappole disseminate lungo il percorso di crescita dell’Elefante. Confidando in buone nuove dall’infermeria e dal recupero dei giocatori appena rientrati.

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3 COMMENTI

  1. Vittime della mentalità difensivista di Raffaele. Non si può affrontare tutte le partite giocando solo 45 minuti! Con una mentalità diversa, contro questo Bari di doveva vincere 3-4 a zero. Infine, un rigore come quello di ieri, che può valere una intera stagione, non si calcia in quel modo, ma a mezz’altezza angolato e forte. Mancanza di intelligenza e di lavoro di preparazione durante gli allenamenti. Limiti tecnici evidenti di alcuni giocatori e allenatore.

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