BOCCATA D’OSSIGENO: il gruppo ha dato delle risposte. Silvestri, non ci voleva. Si sbloccano Russotto e Di Piazza, aspettando Piccolo

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Va in archivio con il successo di Bisceglie un tour de force di 7 partite nell’arco di 21 giorni. Il Catania ha sofferto dannatamente i numerosi impegni ravvicinati, non riuscendo a superare dei banchi di prova importanti (Ternana, Bari e Palermo) e zoppicando fuori casa al cospetto di compagini non irresistibili (Paganese e Vibonese). Allo stadio “Gustavo Ventura”, però, l’Elefante ha dato segnali di ripresa. Non così convincenti come il risultato potrebbe far credere, ma comunque indicativi di un gruppo che doveva dare delle risposte dopo il tonfo nel derby, e le ha date.

Lo 0-3 finale è frutto di un primo tempo poco esaltante (non una novità) e di una ripresa in cui il Catania ha alzato i ritmi sfruttando gli errori grossolani della retroguardia pugliese. Da segnalare il ritorno al gol di un difensore, con una splendida incornata di Silvestri su calcio di punizione ben eseguito da Maldonado. Episodio che ha spianato la strada verso la conquista dei tre punti. Peccato che lo stesso capitano sarà costretto a stoppare l’attività agonistica per i prossimi 40 giorni. A seguito di uno scontro di gioco, infatti, Silvestri ha riportato due fratture costali. Tegola per il Catania, costretto a perdere nella fase cruciale della stagione un leader indiscusso e perno autentico della difesa.

Le note liete, però, giungono da Russotto e Di Piazza. I progressi del primo si erano già ben evidenziati nelle ultime apparizioni, al rientro dall’infortunio. Il gol, primo stagionale in rossazzurro, gli permette di sbloccarsi e di accrescere il livello di autostima e fiducia dopo la maledizione dei legni contro il Palermo. Interrompe il digiuno anche l’attaccante di Partinico che, dopo l’exploit col Monopoli, si era eclissato pagando una condizione fisica non eccelsa. Bene così, in un momento in cui l’attacco sembrava diventato Sarao-dipendente. Citazione particolare merita il traguardo delle 250 presenze in rossazzurro tagliato da Izco. Un professionista esemplare, quest’anno impiegato con il contagocce e non sempre al top della forma ma meritevole di rispetto per quanto è stato capace di assicurare, negli anni, alla causa.

Bisceglie-Catania è stata anche l’occasione per vedere sul rettangolo verde il cipriota Vrikkis (finalmente). Spesso sui social ci si chiedeva chi fosse quell’oggetto misterioso sistematicamente convocato in prima squadra, panchinaro fisso che aveva totalizzato una sola presenza con la Primavera guidata da Marchese. Raffaele lo ha gettato nella mischia, facendo felice il ragazzo che, nel suo piccolo, cercherà di ritagliarsi il suo spazio. A proposito del mister, pesavano le voci di una panchina traballante ed il fatto che Francesco Passiatore – accostato proprio al Catania da radio mercato – fosse presente sugli spalti del “Ventura”, rappresentava il sentore che qualcosa bollisse in pentola. Raffaele ha saputo tenere i nervi saldi ed il gruppo si è schierato dalla sua parte, compattandosi dopo giorni molto difficili. Adesso bisogna ricaricare le pile, preparando con meno tensioni e stress il successivo confronto col Teramo. Auspicando progressi nello sviluppo della manovra ed un rapido rientro di Piccolo, giocatore fondamentale nell’economia del gioco. Dando una mano ad un Catania ancora in convalescenza ma rinfrancato dal ritorno alla vittoria.

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