MANNEH ED IL RAMADAN: come il mese sacro islamico può influenzare le prestazioni del gambiano

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Nel post-gara contro la Casertana, durante la consueta conferenza stampa, mister Baldini ha affermato che, riguardo alle proprie scelte tecnico-tattiche, ha dovuto tener conto anche del Ramadan seguito da Kalifa Manneh. Nella religione islamica il Ramadan è al nono mese del calendario islamico, e viene considerato sacro perché corrispondente alla prima rivelazione del Corano a Maometto. Una caratteristica molto particolare di questo periodo sacro è che il Ramadan, seguendo il calendario islamico (che si fonda sull’anno lunare e conta 11 giorni in meno rispetto all’anno solare), cade sempre annualmente in periodi differenti.

Una delle pratiche religiose perseguite durante questo periodo riguarda l’astinenza, da parte di tutti i fedeli sani ed adulti, da cibi e bevande dall’alba al tramonto. Ovviamente per gli atleti i problemi legati al digiuno sono molteplici e possono variare da semplici cali energici sino a fenomeni di disidratazione. Per evitare conseguenze gravi dal punto di vista fisico molti preparatori atletici raccomandano (ovviamente dopo il crepuscolo) di bere almeno tre litri di acqua al giorno e di evitare di mangiare eccessivamente; inoltre sono anche consigliati la crioterapia ed i bagni in acqua fredda per mantenere tonicità e vigore.

Pensando quindi ad una condizione fisica deficitaria, appaiono abbastanza evidenti le ragioni per le quali il tecnico rossazzurro abbia deciso di schierare l‘esterno gambiano solo a gara in corso e non dal 1’, anche se comunque va ricordato che il canterano etneo ha sempre dimostrato la massima disponibilità e professionalità mettendosi al servizio di squadra e compagni. In ogni caso il mese sacro finirà il 12 Maggio e quindi potremmo rivedere un Manneh pienamente operativo proprio durante i playoff.

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