BALDINI: “Priorità al Catania, resto se la società mi toglie ogni dubbio e con un progetto ambizioso”

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Ai microfoni di ‘Corner’, trasmissione televisiva su Telecolor, mister Francesco Baldini parla del proprio futuro considerando la possibilità di proseguire l’avventura sulla panchina del Catania:

“Martedì mattina ho appuntamento con la dirigenza del Catania, faremo il punto della situazione. Sono ancora sotto contratto, avevo dato la mia parola che sarei tornato a Catania, anche perchè mi era stato chiesto un planning sulla rosa e le mie impressioni in questi mesi, ho visionato anche tanti giovani di valore. Ascolterò quello che mi dirà la dirigenza. La priorità ce l’ha il Catania, qualsiasi chiacchiera che io abbia fatto in questo periodo l’ho comunicata alla società. Nel calcio se ne fanno tante di chiacchiere. Sono qua perchè la mia volontà è quella di restare ma voglio capire bene la situazione. In questo periodo ai tifosi interessa maggiormente l’iscrizione al campionato, questa deve essere la priorità. Catania è una piazza che deve avere una squadra competitiva fino all’ultima giornata, che va in campo ed è pronta a morire per la maglia che indossa”.

Quando sono arrivato, ho trovato un gruppo che si è messo totalmente a disposizione. Con una serenità mai riscontrata forse neanche nei miei spogliatoi quando giocavo. C’è una base importante di calciatori che dovrebbe rimanere. So che avrei un gruppo di calciatori, 13-14, pronti a far battaglia dal primo giorno d’allenamento fino all’ultimo. La continuità nel progetto è fondamentale. A me questa piazza piacerebbe conoscerla fino alla fine. Mi dà adrenalina, avverto sensazioni positive ed io vivo di sensazioni. Con queste sensazioni dico onestamente che voglio fare davvero l’allenatore di professione e non posso aspettare a vita una decisione, però alle minime garanzie di poter fare un determinato tipo di lavoro con una base di giocatori che ritengo molto validi ed una rosa che andrà migliorata, lascio al Catania un pò di tempo per decidere. Ripeto, priorità al Catania e alle chiacchiere che farò con il club in questi due giorni”.

“In poco tempo non sono riuscito a capire tutte le sfaccettature di questi ragazzi. Contro il Foggia ai playoff è venuta fuori una sfaccettatura che non conoscevo, il nervosismo, la tensione. Per 58 minuti il gioco è stato fermo. Gran colpa di questo è nostra perchè ci siamo innervositi facendo falli inutili e protestando. Il rammarico è di non avere avuto più tempo per conoscere tutti i valori di questa squadra. Forse avrei potuto fare qualcosa di diverso ma non è facile in poco tempo conoscere alla perfezione una rosa. Penso che la squadra sia migliorabile sul piano atletico e fisico. Il lavoro di una linea difensiva ha bisogno di tempo e caratteristiche un pò diverse, più velocità. Tornando alla gara col Foggia, abbiamo dovuto sopperire a rientri dell’ultimo secondo. Piccolo e Sarao erano giocatori che mi sentivo di buttare dentro, purtroppo non ce l’abbiamo fatta a recuperare Russotto e nella gara precedente non abbiamo fatto giocare Maldonado perchè diffidato, Giosa invece era reduce da un infortunio. Oggi si gioca con 16 giocatori, verso la fine purtroppo siamo arrivati un pò corti”.

Io penso che in C con un progetto di un certo tipo e idee molto chiare sulle caratteristiche dei giocatori, si possa mirare su 6-7 calciatori per alzare il livello della squadra in maniera importante senza dover ipotecare una casa. Per caratteristiche ricerco esterni d’attacco bravi ad attaccare lo spazio, non è facile trovarli. Mi piacerebbe avere in rosa un falso nove, forse la migliore gara giocata è stata quella in cui ho messo Dall’Oglio falso nove in mancanza di attaccanti. Anche una punta dalle caratteristiche di Sarao ed una coppia di centrali sinistra di piede perchè nell’impostare il gioco diventa fondamentale. I terzini mi piacciono di gamba e che spingano. Il portiere? Ci insegnano che prima deve parare e poi tutto il resto, però non penso che basti. Serve un portiere che sappia anche giocare la palla. La scelta di avere impiegato Martinez titolare nasce dall’infortunio al ginocchio di Confente ma anche perchè sa giocare coi piedi. Giovani in prima squadra? Della Primavera si è allenato tanto con noi Le Mura ma anche altri ragazzi, ho visto diverse partite. Valuteremo una volta che il Catania sarà tranquillo”.

“Guardo la carta d’identità, bisogna lavorare anche con i giovani, ma i vecchietti hanno dato qualcosa di devastante. Vedere allenare ragazzi come Claiton, Giosa, Izco e Reginaldo mi ha dato un gusto incredibile. Per dirvi la professionalità di questi giocatori. E’ importante anche l’integrità fisica dei calciatori e conoscerli sul piano personale. Di classe ’99, 2000 e 2001 ne conosciamo veramente tanti, tanti li ho anche allenati quando fui Campione d’Italia con la Roma giocando una finale contro l’Atalanta. Quando arrivai a Catania ho ricevuto una telefonata da Tacopina, ma sono stato scelto insieme a tutta la dirigenza del Catania. Mi lega a Tacopina l’essere stato a Roma quando lui era a Trigoria. Mi auguro che il Catania trovi una soluzione perchè se lo meritano i tifosi, la città ed i ragazzi sotto contratto. Il gruppo aspetta di poter iniziare. Se chiamassi il gruppo a fare allenamento tra tre giorni, arriverebbero tutti. Io credo in questi valori, credo che si possa vincere con queste caratteristiche. Questo gruppo merita di ripartire forte e penso che se hai una squadra con le palle e che strappa l’erba in ogni partita, il pubblico ti darà una mano. Il Foggia nei primi 25′ non usciva dalla propria area, purtroppo però non abbiamo segnato ma con lo stadio dalla nostra parte io non so se il Foggia avrebbe fatto quel risultato. Io sono come un tifoso, avrei pagato per avere la gente allo stadio”.

“Non mi spaventa rimanere a casa, mi piacerebbe iniziare una stagione dall’inizio e ambiziosa. Io sono ambizioso con me stesso, ho una voglia di campo e una fame che mi mangia. A chi ha voluto fare delle chiacchiere con me, ho detto che ho bisogno di temporeggiare capendo cosa si fa a Catania. Il termine ultimo per aspettare potrebbe essere la scadenza dell’iscrizione, non mi andrebbe di firmare un contratto e poi ritrovarmi il 28 a dover piangere. Sarebbe complicatissimo. Con la conoscenza, l’onestà intellettuale e la voglia massima di fare bene, senza spendere milioni di euro si può allestire una squadra forte. Non voglio neanche pensare che il Catania sia a rischio d’iscriversi. Ho bisogno che la dirigenza mi levi ogni dubbio su questo. Ci può stare considerare un progetto biennale che includa anche le giovanilli. Nel senso che se io chiamo un calciatore della Primavera e viene ad allenarsi con noi, deve conoscere il modo in cui gioca e si allena la prima squadra. A 18 anni uno è uomo e la metolodogia di lavoro deve essere uniforme, questo prevede un lavoro con determinate idee. Chi vince i playoff? Dico ancora una volta il Padova nonostante il pari con l’Avellino ed il fatto che Braglia sia un tecnico vincente. Mi viene ancora da dire Padova, pur essendosela vista molto brutta con il Renate”.

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