ACCADDE OGGI – 22 luglio 2017, lettera di Lodi ai catanesi: “Qui non per soldi, Catania è una questione di cuore”

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Francesco Lodi

22 luglio 2017. L’allora centrocampista del Catania Francesco Lodi – oggi in forza al FC Messina – scriveva una lettera ai tifosi catanesi, a commento della decisione di tornare alle pendici dell’Etna. Ne riportiamo di seguito un estratto:

“Sapete quanto è forte il sentimento che mi lega alla città ed ai colori di questa maglia, il mio ritorno è stato voluto. Nonostante mi avessero cercato altre squadre l’obiettivo era quello di ritornare a Catania, sono nato a Napoli ma catanese d’adozione. Non sono qui per una questione economica ma di cuore, per soldi sarei andato in un’altra categoria. Al 99% sono tornato per il Direttore Lo Monaco. Il mio obiettivo, ed è anche quello della società, dei compagni, dei tifosi e dei giornalisti, è che il Catania torni dove merita di stare. C’è da soffrire ma metteremo umiltà e grande voglia”.

“La Serie C è dura? Sarà il campo a dire se sono pronto per un campionato del genere, l’importante è che il Catania raggiunga l’obiettivo prefissato. Le responsabilità non mi spaventano, un giocatore non può risolvere le partite da solo: io metto a disposizione le mie qualità. Per me, essere un punto di riferimento per i tifosi è motivo di orgoglio. Fisicamente sto bene e non ho problemi, mi sono sempre allenato, mi manca il ritmo partita ma adesso finalmente stiamo per ricominciare a giocare. Catania è una sfida molto importante, metterò tutto me stesso fino all’ultima goccia di sudore“.

“Le pressioni? Se un giocatore non le vuole deve fare un altro sport. Il grande calciatore non subisce le responsabilità ma le attacca. La nostra è una squadra importante, tutti ci aspetteranno al varco: battere il Catania, in questa categoria, equivale a battere la Juve. Dobbiamo subito dare un’impronta importante al campionato. Non c’è bisogno soltanto di Lodi ma di tutti i giocatori, di chi gioca e di chi sta fuori, di chi è dietro le quinte, della tifoseria, dei giornalisti. Quando il Massimino sarà pieno, gli avversari avranno timore, ma riempire lo stadio dipende da noi, dovremo conquistare fiducia e suscitare emozione con la voglia che metteremo in campo e con il sudore della maglia”.

“Io leader? Leader si è con i fatti e non con le parole: bisogna arrivare per primi, allenarsi di più, essere umili. La mia disponibilità è anche per i giovani: se c’è qualche problema possono contare su di me”.

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