VERSO BARI-CATANIA: si torna in campo, i rossazzurri non vogliono sfigurare nella tana della capolista

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Dopo un mese di stop la Serie C si appresta a riannodare il filo dalla 23ª giornata. Il Catania sarà di scena a Bari, sul campo della formazione battistrada del Girone C finora imbattuta in questo campionato tra le mura amiche. Al rientro in campo i rossazzurri puntano a non sfigurare al cospetto di una squadra che detiene la leadership del raggruppamento forte di un cospicuo vantaggio sulle principali inseguitrici (+7 sul Monopoli, +9 sull’Avellino).

Il rientro in campo dopo la sosta cela sempre delle insidie e risulta complesso decifrare lo stato di forma delle squadre dopo un periodo di sosta così lungo. Come se non bastasse, in vista di domenica ambedue le compagini sono alle prese con diverse defezioni. Baldini dovrà fare a meno degli squalificati Claiton e Rosaia, nonché di due giocatori risultati positivi al Covid in occasione della più recente sessione di test molecolari effettuati. Mignani dal canto proprio non avrà a disposizione gli squalificati Maita e Scavone ma ritroverà l’esperto difensore Di Cesare.

Sul fronte etneo si prevedono scelte di formazione obbligate, ciò nonostante mister Baldini non dovrebbe snaturare il modo di giocare della squadra. Poi c’è una tenuta mentale da riattivare in vista del rientro in campo, con il tecnico impegnato ad isolare la squadra dai problemi in modo da recuperare livelli di concentrazione adeguati alla prestazione agonistica da compiere. Il match del “San Nicola”, atto inaugurale del 2022 rossazzurro, rappresenta un banco di prova notevole per una squadra chiamata a ritrovare equilibri mentali e di gioco. Riflettori puntati poi sulla sfida tra bomber che metterà di fronte l’astro nascente Luca Moro contro l’esperto Mirco Antenucci, ex di parte biancorossa al pari del terzino Antonio Mazzotta e del diesse Ciro Polito.

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1 COMMENTO

  1. Sempre la solita storia a Catanzaro e Bari due rigori inventati contro di noi e quattro punti persi. Una vergogna. Le cose sono due, o sono arbitri manipolati e quindi in malafede o sono scarsi e quindi non sono degni di arbitrare.

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