ACCADDE OGGI: 14 maggio 2000, quando sorrise a Catania l’attuale Presidente FIGC Gravina

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Gabriele Gravina

14 maggio 2000. Cala il sipario sulla stagione del Catania, conclusa al settimo posto in Serie C1. La formazione guidata da Gianni Simonelli venne sconfitta in casa dal Castel di Sangro dopo l’amaro ko di Ancona che fece crollare le speranze Play Off e gettò nello sconforto l’intero ambiente. Alle pendici dell’Etna, approfittando del morale rossazzurro sotto i tacchi, prevalsero le motivazioni nettamente più elevate degli abruzzesi. La squadra della provincia de L’Aquila strappò un successo preziosissimo che le valse il raggiungimento dell’aritmetica salvezza. 0-1 il risultato finale, decise l’incontro il gol siglato da Alberto Bernardi al minuto 38. Per la gioia dell’allora Presidente giallorosso Gabriele Gravina, attuale numero uno della FIGC.

La sua presidenza nel Castel di Sangro determinò la scalata del club fino alla Serie B (due stagioni) e una popolarità derivante da quello che da più parti è stato ritenuto una sorta di “miracolo” sportivo, ottenuto in una realtà territoriale di poco più di 5 mila abitanti. Da lì il progressivo impegno in federazione, fino a ricoprire il ruolo di membro della commissione “Assistenza” Uefa e partecipare nel 2006 come componente della delegazione al Mondiale del trionfo dell’Italia, in cui si laureò campione Vincenzo Iaquinta, che proprio lui aveva “lanciato” nel Castel di Sangro. Successivamente, a dicembre 2015, l’elezione a Presidente della Lega Pro e, più avanti, il massimo incarico alla FIGC.

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