ESCLUSIVA – Ciceri: “Momenti indelebili in rossazzurro, i tifosi mi hanno sempre sostenuto. Sigi, perplessità confermate. Catania, riparti con grandi conoscitori di calcio”

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Claudio Ciceri, ex bomber rossazzurro a cavallo tra gli anni ‘70 ed ‘80 nonché uno dei migliori marcatori di tutti i tempi del Calcio Catania, ha ripercorso ai microfoni della nostra redazione alcuni dei momenti più emozionanti vissuti con la maglia dell’Elefante, augurandosi inoltre che nell’immediato futuro possa arrivare una proprietà seria e forte in grado di rilevare il club e riportarlo nuovamente nel calcio che conta.

Claudio, per tre stagioni hai difeso la maglia del Catania rappresentando uno dei bomber più prolifici della storia del club. Cosa significano per te i colori rossazzurri?
Ho indossato per tre anni la maglia del Catania arrivando per la prima volta alle pendici dell’Etna dal Chieti dove ho anche vinto la classifica marcatori di Serie C. Il presidente Massimino mi volle a tutti costi con sè a Catania ed io, pur di accettare la piazza etnea, rifiutai il Cesena in Serie A. In questa città ho trovato un ambiente meraviglioso con dei tifosi fantastici che mi hanno sempre sostenuto ed aiutato. Ancora oggi, nonostante i tanti anni di distanza, sui social ricevo attestati di stima ed affetto. Per tutte queste ragioni non posso che avere un ricordo bellissimo della piazza etnea. Dal punto di vista sportivo il primo anno lottammo duramente con il Lecce e con il Bari per raggiungere la promozione in serie B. Il secondo ottenemmo la salvezza in cadetteria soltanto all’ultima giornata vincendo contro il Pescara, mentre nella mia terza stagione perdemmo a Pisa proprio all’ultima curva, facendoci scavalcare in classifica ed arrivando purtroppo al terzo posto nel Girone B della Serie C. Nonostante quest’altalena di emozioni, sono stati tutti momenti indelebili e questi ricordi li porterò sempre con me. Tra le altre cose ho anche mantenuto un ottimo rapporto con altri ex giocatori di quel Catania come Nino Leonardi, Gigi Chiavaro, Mimmo Ventura, Cantone, Dal Poggetto e tutti gli altri interpreti di quella fantastica annata.

Quale partita ti è rimasta maggiormente nel cuore?
Di partite ne ricordo tante ma quella che mi è rimasta più impressa è senza dubbio la gara di Torre del Greco contro la Turris. In quella sfida noi riuscimmo a centrare la promozione proprio all’ultima giornata vincendo tre a zero su un campo difficilissimo. Tra le altre cose fui proprio io, al minuto 74, a sbloccare quel match così sofferto e tirato. Poi si aggiunsero nel tabellino dei marcatori Fatta e Malaman concludendo così in totale apoteosi quella sfida. Indubbiamente questa è stata la partita che mi ha fatto provare le maggiori emozioni.

Nel campionato ‘74/75 otteneste la promozione in Serie B. Ad inizio stagione avevate già il sentore di poter vincere il campionato?
Sinceramente si. Il presidente Massimino aveva allestito un organico fortissimo ascoltando i consigli di Gennaro Rambone, allenatore espertissimo della Serie C. Lui aveva scelto ruolo per ruolo tutti i migliori calciatori. Dall’Avellino, vincitore nella stagione precedente, per esempio erano arrivati Codraro e Fraccapani, dal Crotone era approdato Battinali, Poletto dallo Spezia e così via. A mio avviso la bravura è stata anche l’aver mantenuto in organico l’ossatura di base dell’anno prima nonostante la retrocessione. Su tutti cito Petrovic, Malaman e Spagnolo. Nel complesso era stata assemblata una squadra formidabile il cui unico obiettivo era quello di vincere il campionato. Nonostante la nostra grande forza però abbiamo lottato fino alla fine con altri due squadroni come Lecce e Bari. Nell’allestimento complessivo dell’organico Rambone aveva sicuramente fatto un grandissimo lavoro, sebbene poi nel corso del campionato rassegnò le proprie dimissioni e venne sostituito da Rubino, che poi vinse materialmente il torneo.”

Parlando di attualità. Che emozioni hai provato a seguito della scomparsa del Calcio Catania 1946 con annessa esclusione dal campionato?
Tanta amarezza. A mio avviso la Federazione avrebbe anche potuto temporeggiare permettendo così ai rossazzurri di concludere almeno la stagione regolare. Sul recente percorso societario posso dire che, essendo molto amico di Guido Angelozzi, il direttore mi confidò le proprie perplessità sull’operazione SIGI. Mi disse di essere stato molto contento per ciò che avevano fatto questi imprenditori salvando la squadra e la storia, ma che forse il monte debitorio era troppo grande per recuperare la situazione e che probabilmente questo avrebbe portato all’inevitabile fine. Purtroppo ha avuto ragione lui ed il fallimento si è materializzato. Il momento chiave dell’intera vicenda credo sia stata la trattativa sfumata con Joe Tacopina. Loro (la SIGI) sicuramente volevano vendere ma forse hanno preteso troppo economicamente. Se magari si fossero accontentati chissà di cosa staremmo parlando. Magari l’avvocato italo-americano sarebbe stata la persona giusta per rilanciare il Catania.

Da quali basi di dovrebbe ripartire?
Per il futuro ci vorrebbe sicuramente una persona di un certo spessore come accaduto ad esempio a Sassuolo. Ci vorrebbe un industriale forte che abbia interessi, oltre che sul piano meramente sportivo, anche dal punto di vista sociale puntando con decisione sul rilancio della città e del Catania Calcio. Bisognerebbe trovare gente con dei soldi ed un progetto serio come Lotito o il gruppo Mapei a Sassuolo, che ha rilevato il club in serie D portandolo fino in Serie A. Considerando che adesso si ripartirà da zero e senza debiti la rinascita dovrebbe essere più semplice, però a mio avviso bisognerebbe tenersi stretto un vero gioiello come Torre del Grifo, un centro sportivo di grandissimo livello e che dovrebbe essere la perla lucente della nuova proprietà. Inoltre alla guida della società dovrebbero essere posti soltanto grandi conoscitori di calcio, cosa che negli ultimi anni a mio avviso non è accaduta. Vedrei bene come direttore sportivo personaggi del calibro e dello spessore di Guido Angelozzi, cioè persone abili e competenti, che masticano questo sport, comprendendo il reale valore dei giocatori e quindi di ciò che vendono e di quello che comprano. Mi auguro che il sindaco e tutta l’amministrazione comunale, che un po’ hanno avuto le loro colpe nella vicenda Catania, trovino e consegnino la nuova società a persone ricche e competenti, in grado di rilanciare il calcio in una piazza come Catania che merita sempre e solo la Serie A. Un abbraccio ed un saluto a tutti i tifosi rossazzurri.

Si ringrazia Claudio Ciceri per la disponibilità, la cortesia ed il tempo concesso per l’intervista.

 

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