VIAGGIO NELLA STORIA DEL CATANIA: 1968/69, si punta sulla linea verde. A fine stagione con Angelo Massimino inizierà nuovo ciclo

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foto Mimmo Rapisarda

Il cuore del Calcio Catania ha smesso di battere ma non si potranno mai cancellare i ricordi. Attraverso questa rubrica intendiamo effettuare proprio un viaggio nella storia del Catania. Una storia fatta di gioie, dolori, emozioni, momenti delicati e di grande entusiasmo.

In questi giorni abbiamo parlato dell’inizio di una storia rossazzurra, quando il Catania assunse la denominazione di Società Sportiva Catania prima, di Associazione Fascista Calcio Catania dopo, fino ad arrivare alla nascita del Club Calcio Catania e del Calcio Catania SpA. Andiamo avanti con il 36/o appuntamento della nostra rubrica, giungendo all’annata 1968-69 (fonte Tutto il Catania minuto per minuto).

E’ l’ultima stagione con al vertice Ignazio Marcoccio, il nuovo allenatore è Egizio Rubino. La missione del nuovo mister è delle più difficili dovendo plasmare, per esigenze di cassa, la squadra più giovane del torneo di Serie B. Dal calciomercato si segnalano le partenze di Fara, Vitali e Montanari, mentre si punta a tutto spiano sulla linea verde. Sbarcano in Sicilia Bernardis, Carrera, Cherubini, Limena, Reggiani, Zanon e Zaccarelli, cui si aggiunge la punta Cavazzoni dalla Casertana, che con i suoi 28 anni è il “vecio” della squadra, tocca a lui l’ingrato compito di portare sulle spalle il peso dell’attaco.

In Coppa Italia, nel torneo a quattro si ottengono due pareggi ed una sconfitta a Napoli. Il campionato di Serie B si è portato a termine senza troppi patemi, senza gli entusiasmi di cui ci si appassionava fino a pochi anni prima, coi capannelli davanti al Giardino Bellini. Con 35 punti si arriva a centro classifica, quattro sopra la zona pericolo. Si chiude il torneo perdendo in casa contro il Como. A fine partita un tifosissimo imprenditore, già in passato venuto in soccorso del Catania, viene portato in trionfo dai tifosi nell’antistadio di piazza Spedini, ed è Angelo Massimino: sta per iniziare un nuovo ciclo, si è impegnato a rilevare la società.

Imprenditore edile innamorato del calcio e del Catania che già negli anni ’50 insieme al fratello Salvatore aveva provato a rilevare il club dopo averlo finanziato per diverso tempo, il Cavaliere Massimino ha dimostrato di saperci fare portando la Massiminiana in Serie C e lanciando talenti del calibro di Pietro Anastasi.

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