MEMORIAL BONINA: da Baiocco a Marchese, vari ex rossazzurri scesi in campo per la solidarietà a Maletto

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A Maletto trionfa la solidarietà. Centinaia di persone hanno partecipato a “Un Goal per la Ricerca – Primo Memorial Stefano Bonina”, iniziativa fortemente voluta da Andrea Bonina, figlio di Stefano (amatissimo presidente del Maletto Calcio negli anni ’80), volta a sostenere la ricerca contro la SLA, malattia che dieci anni fa tolse la vita proprio a Stefano Bonina.

Maletto gli ha dedicato lo stadio comunale, annunciando anche il premio per la migliore tesi di specializzazione sulla SLA, una borsa di studio istituita in collaborazione con il prof. Mario Zappia e finanziata dalla azienda Di Bella Costruzioni. Lo stesso Daniele Di Bella è sceso in campo con la squadra della ricerca scientifica “Stefano Bonina and Friends”, una delle 4 formazioni ad avere partecipato al quadrangolare calcistico contendendosi il trofeo con le All Stars Sicilia, Catania Rossazzurra e il Maletto Calcio.

In questi giorni si erano spesi anche grandi nomi dello sport e del giornalismo nazionale a sostegno della causa, ad esempio Fabio Caressa, Damiano Tommasi, Fulvio Collovati. Tra i nomi dei giocatori che sono scesi in campo per le 4 squadre spazio anche agli ex rossazzurri Davide Baiocco, Giovanni Marchese, Ciccio Pannitteri, Rosario Bucolo, Mimmo Crisafulli, Luca Di Gregorio e Orazio Russo, attuale responsabile del settore giovanile del Catania FC. Presenti, tra gli altri, volti rappresentativi di altri sport, del giornalismo siciliano e della musica. Il “pallone della ricerca scientifica” ha portato le firme di noti personaggi sportivi come Antonio Cassano, Nicola Ventola, Lele Adani, gli ex calciatori del Catania Peppe Mascara e Marco Biagianti.

Baiocco, che in rossazzurro ebbe modo d’indossare la fascia da capitano e vincitore del Memorial Bonina con la formazione delle All Stars Sicilia, ha rilasciato le seguenti dichiarazioni ai microfoni di Sestarete: “E’ sempre bello calcare un campo di calcio, farlo in Sicilia ancora di più, e poi rincontrare gli amici è sempre un’emozione, si ricordano espreinze passate e si fa quello che si ama, giocare a calcio. Soprattutto lo facciamo per beneficienza, in questo caso per sostenere la ricerca contro la SLA, dunque per una grandissima causa. Noi come sportivi e gente dello spettacolo dobbiamo essere dei veicoli per sensibilizzare sui problemi che colpiscono le persone più deboli”.

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