ESCLUSIVA – Ambrosi: “Sarei entusiasta di portare avanti un progetto con il Catania, dove ho vissuto gli anni più belli della mia carriera”

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Giovedì pomeriggio su Radio Studio Italia, in collaborazione con TuttoCalcioCatania.com, l’ex attaccante del Catania Alessandro Ambrosi è intervenuto telefonicamente parlando della sua recente esperienza in Cina, di settore giovanile e, ovviamente, del percorso portato avanti dalla squadra rossoazzurra a cui è rimasto fortemente legato dopo i proficui trascorsi del 2001.

Alessandro, quanto è stato penalizzante per il Catania lo sviluppo del caso ripescaggi?
“Situazione pazzesca che sicuramente non ha giovato al Catania. Aspettare, non sapere quale campionato giocare… era diventato paradossale ed il Catania ne sta pagando un pò le conseguenze perchè un conto è preparare il campionato dall’inizio, un conto è disputare un’infinità di partite infrasettimanali cercando di dosare le forze”.

Quale gol ricordi con particolare piacere in rossoazzurro?
“Senza dubbio dico quello contro l’Avellino nella semifinale Play Off disputata a Catania. Ai piedi dell’Etna ho vissuto i momenti professionali più belli della mia carriera. Spero di potere tornare giù avendo l’occasione di salutare tanti amici, mi farebbe molto piacere”.

Recentemente sei stato in Cina, come mai?
“Siamo andati ad avviare una collaborazione per conto del Frosinone Calcio, riscontrando un ottimo successo. Penso che porterà tanti benefici al Frosinone in quanto si è aperto un discorso di valore tecnico molto importante ma anche di marketing a livello del marchio di gestione della società. Io lavoro con i giovani da tanto tempo. Queste situazioni giovano alla nostra attività facendoci conoscere all’estero con riscontri eccezionali. Possiamo esportare la nostra metodologia di lavoro, in questo caso, in un Paese ancora ‘vergine’ ma in cui ci sono potenzialità enormi”.

Se arrivasse una chiamata per un’eventuale collaborazione con il Calcio Catania, la prenderesti in considerazione?
“Risposta troppo scontata. Io nutro un affetto notevole per Catania. E’ stata una bellissima esperienza da calciatore, purtroppo non sono tornato ad indossare la maglia rossoazzurra ma sarei felicissimo se avessi la possibilità d’impostare qualche programma lavorativo con il Catania. Ha una bacino d’utenza notevole, infrastrutture che poche società vantano. Creerei una struttura interna da fare invidia e da cui trarre solamente benefici. Da parte mia non ci sarebbe solo la disponibilità, di più”.

Al di là dei problemi, il Catania resta la principale favorita per la vittoria finale e può giovare il turno di riposo?
“E’ stato costruito per vincere. Chiaramente ci sono componenti che sembrano remargli contro per una situazione così indefinita che porta anche ad un’instabilità di calendario. Io penso che la sosta possa giovare. Poi dipende dalla gestione delle forze della rosa di mister Sottil. Non so esattamente se potrà essere benefica o dannosa, sicuramente il campionato a cui è sottoposto il Catania è anomalo e di difficile interpretazione”.

Mister Sottil ha adottato più moduli in questa fase della stagione, adesso sembra puntare in pianta stabile sul 4-2-3-1. Come valuti la scelta?
“Sottil saprà sicuramente che sono i giocatori a fare i moduli. In base alle caratteristiche di cui dispone. Sulla base della mia visione di calcio, l’allenatore deve essere elastico nell’utilizzo degli schemi. Schemi che lasciano il tempo che trovano perchè quando una squadra mette in campo voglia, grinta e convinzione i moduli sono relativi. Vince chi arriva prima sul pallone. Se vengono a mancare questi elementi, con tutti i moduli del mondo arrivi sempre secondo. Penso che Sottil sia un allenatore intelligente e si adatti alle caratteristiche dei propri giocatori. La differenza la fanno gli uomini”.

Perchè s’investe poco in Italia sui settori giovanili?
“In Italia siamo arrivati ad un punto in cui specie nelle categorie inferiori le squadre sono quasi costrette a puntare sui settori giovanili. Bisogna farsene una ragione. E’ di una importanza fondamentale investire su questo aspetto, ma prima ancora si deve investire sui tecnici, formare dei gruppi di lavoro, delle equipe personali che portino avanti progetti a lungo termine. Società come il Catania stesso avrebbero dei benefici enormi nel giro di qualche anno, creando dei gruppi di lavoro dal basso. Portare negli anni una serie di giocatori in Prima Squadra o oggetto di mercato da parte di altri club dà valore aggiunto dal punto di vista tecnico e dell’economia societaria”.

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