GRELLA: “Con Lucarelli dobbiamo crescere insieme. Non si può contestare niente a Pelligra. Oggi la società ha più colpe di Tabbiani”

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foto Catania FC

Ospite nei giorni scorsi di ‘Cataniamente’, trasmissione su Video Mediterraneo, il vice presidente del Catania Vincenzo Grella ha analizzato molteplici aspetti. Ecco di seguito quanto evidenziato:

“C’è voglia di riscatto, di ripartire, di riprendere qualcosa che abbiamo un pò perso per strada. C’è convinzione, abbiamo una guida tecnica forte, un trascinatore. Perchè Lucarelli? C’è un mercato, c’è chi è disponibile, abbiamo chiacchierato con più allenatori. Quando ho avuto modo di parlare con lui al telefono le sensazioni erano già buone ma è sempre meglio parlare a quattrocchi. L’ho incontrato a Roma insieme a Mark Bresciano ed eravamo già convinti che lui fosse l’uomo giusto. Dopo gli incontri con altri allenatori abbiamo capito sempre di più che lui fosse l’uomo giusto per noi e siamo contenti che il nostro presidente metta sempre a disposizione tutto il necessario per inserire nuove figure, aumentando anche la spesa del club”.

“Lucarelli manager? Quando pensi ai principi del mercato, devi permettere all’allenatore di esaltare il patrimonio del club, trovando in questo caso una giovane dirigenza che vuole avere questo tipo di rapporto con l’allenatore nella scelta dei giocatori. I progetti della società devono essere anche condivisi con la guida tecnica. Sono convinto che avremo anche qualche difficoltà perché abbiamo due caratteri forti, vogliamo vincere e convincere. Dobbiamo crescere insieme, lui in una zona e io in un’altra. C’è stato subito un buon feeling, parliamo la stessa lingua. Io sono veramente contento di averlo al mio fianco”.

“Mercato di gennaio? Se cambi 20 giocatori e pensi di non sbagliare qualcosa sei un po’ ingenuo e falso con te stesso. Si può sbagliare qualche calciatore, l’importante è avere sempre i giusti atteggiamenti. Quando prendiamo un giocatore cerchiamo di condividere delle idee, rispettando i ruoli. Mi piace assumermi le mie responsabilità. Ho voluto fare questo mestiere proprio per assumermi le responsabilità, ma non decido tutto io perché c’è chi lavora con me e ha delle mansioni con una certa libertà di esercitare al meglio il proprio mestiere”.

“Laneri? Decisione non facile perché quando instauri un rapporto professionale inizia a subentrare anche il rapporto personale. Non posso mai dimenticare i primi tempi il lavoro fatto insieme a Catania, condividendo tante idee ed esperienze per cercare di dare una guida alla parte sportiva del club. Io ritengo di avere lasciato grande spazio dando anche i miei suggerimenti, penso di avere il diritto di suggerire per procedura, organizzazione. Ad un certo punto poi uno pretende anche un determinato tipo di lavoro e quando questo viene a mancare, bisogna prendere una decisione”.

Difficile non avere fiducia in Rosario Pelligra. Non si può contestare niente ad un presidente che ha fatto 11 viaggi l’anno scorso, già 6 quest’anno. Ha sempre fatto sacrifici per i suoi affari, per essere qua spende tanti soldi, si arrabbia come tutti noi quando non vinciamo. Il progetto centro sportivo oggi non c’è ancora, abbiamo fatto vari disegni. Ci sono 4-5 terreni che lui sta valutando. Realizzare un centro sportivo è qualcosa di costoso che può segnare un club. Torre del Grifo? Dopo un decadimento imbarazzante della struttura vedremo, chi lo prende avrà da spendere tantissimi milioni di euro per rimetterlo in sesto”.

La Coppa italia? Il mister ci tiene perchè nel caso in cui non vincessimo il campionato accederemmo direttamente in un posto migliore in ottica playoff. Lavorando tutti i giorni a questo progetto con un mister che può rappresentare un valore aggiunto importante, l’obiettivo rimane quello di lottare per la promozione fino all’ultima giornata collocandoci nei primi tre posti del girone. Tabbiani? Aveva le sue idee, le voleva imporre con una squadra completamente nuova in una piazza importante, esigente. Servono anche risultati positivi per aggiungere, migliorare e dare sempre più certezze al lavoro collettivo. A volte succede che vuoi fare un certo tipo di calcio ma ti mancano i risultati, allora perdi un po’ di certezza e fiducia ma le colpe vanno divise. Oggi la società ha più colpe di Tabbiani, mi dispiace perché è anche una brava persona e spero tanto che lui trovi il posto giusto per esprimere la sua voglia di fare calcio in un certo modo. Gli auguro tutto il meglio”.

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