LUCARELLI: “Catania, adesso la prova del nove. Rizzo, circa tre mesi di stop. Con Grella condivisione totale”

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foto Catania FC

Cristiano Lucarelli in conferenza stampa quando si avvicina la trasferta di Giugliano. Così l’allenatore del Catania in vista del match, proponendovi la seconda e ultima parte dell’intervento (==>> qui la prima parte):

“Ho visto in questi giorni una squadra un pò più rilassata, ovviamente nel modo giusto, li ho avvisati di fare attenzione perchè in breve tempo si passa dallo sconforto all’entusiasmo per una vittoria arrivata in quella maniera. La prova del nove è la partita successiva, mi aspetto delle risposte sull’equilibrio tattico e mentale raggiunto. Impossibile non essere felici per com’è arrivata la vittoria ma ora bisogna da grande squadra archiviare e ripartire come se avessimo perso, guardare sempre avanti e a testa bassa in questo momento. Il Catania sta lavorando per tornare in salute, perchè questa squadra ha dei valori importanti ma bisogna mettere in condizione i giocatori di tirarli fuori. Al momento sull’atteggiamento dei ragazzi non posso lamentarmi, vedo dei soldati che fanno quello che richiedo. Negli ultimi giorni siamo stati spesso insieme. Io arrivo alla 7.30 del mattino e vado via intorno alle 20. Lavoro tante ore col mio staff perchè dobbiamo fare alla svelta e non si lascia niente al caso, idem la società. Parliamo anche di cose futuribili, ad esempio il ritiro del prossimo anno. E’ una full immersion totale che mi piace, mi sento coinvolto, stimato, sento la fiducia intorno di stampa, tifosi, società e calciatori. E’ un momento che si lavora tanto con la motivazione giusta perchè il vento sembra cambiato e dobbiamo tenerlo dalla nostra parte”.    

Vincere a Giugliano darebbe un’ulteriore autostima alla squadra, ci attende una settimana impegnativa ma penso ad una partita per volta, se io oggi fossi concentrato sulla coppa starei già 1-0 per il Giugliano. Dobbiamo gestire tutto nel migliore dei modi, poi dopo le prossime tre gare farò un mini bilancio importante anche in prospettiva futura. Ho chiesto ai calciatori che domenica dovremo essere pari al Giugliano in merito a fame e cattiveria agonistica. Loro saranno carichi a mille perchè stanno bene, vincono e giocano contro il Catania. Se riusciremo a trovare la loro stessa concentrazione, cattiveria sportiva e preparazione al sacrificio fisico, io penso che il Catania tecnicamente possa avere qualcosa in più del Giugliano. Se non saremo alla pari da questi punti di vista potremmo avere dei problemi, i ragazzi sanno che incontriamo una squadra forte che sta bene, perché chi fa tre gol ad Avellino non è da sottovalutare”.       

“Ho quasi finito i colloqui privati con tutti i calciatori, ho lasciato per ultimi i portieri e qualche altro giocatore. Anche da parte di Zanellato ho trovato una grandissima disponibilità, ovviamente paga il non avere fatto la preparazione ad inizio campionato, come Deli e qualche altro. Sono giocatori che il Catania ha aspettato perchè erano a scadenza di contratto. Strategia giusta secondo me perchè se sono al 100% nella categoria ci stanno abbondantemente, ora bisogna fare in modo che sia valsa la pena per quest’attesa. Vedo i ragazzi con voglia di uscire da questa situazione, non ho trovato nessuno che abbia idee diverse da quella di restare a Catania cercando di rimediare senza avere nulla da rimproverarsi alla fine, comunque sarà andata”.            

Rizzo ha avuto quest’intervento e dobbiamo valutarne l’entità ma a naso non lo riavremo a disposizione prima di 2 mesi e mezzo/3 mesi perchè deve stare 6 settimane completamente fermo e poi cominciare la rieducazione e riatletizzazione. E’ un calciatore anche strutturato, ci vuole quel tempo per recuperarlo salvo imprevisti. Ladinetti proveremo a recuperarlo nel giro di un mesetto. E’ un giocatore che in estate era sul taccuino di diversi club di B e anche importanti di Serie A, che se fossero scesi di categoria avrebbero puntato su di lui. A gennaio valuteremo tutto quello che servirà, prima valutiamo bene quello che abbiamo in casa, se no rischiamo di fare un danno doppio giudicando troppo presto un giocatore, può essere Ladinetti o chiunque altro. Poi magari va via e comincia a fare prestazioni. Noi dobbiamo valutare a 360 gradi il patrimonio che abbiamo in casa. Quando mi accorgerò di notare cose che non mi convincono al 100% lo faccio presente alla società, che farà quel che è opportuno. Siamo molto in sintonia con il club. Adesso l’obiettivo è fare più punti possibile fino a Natale e, magari, arrivare imbattuti”.

“Noi ora ripartiamo con una base che è quella vista sabato con la Turris perchè la squadra ha vinto e per tre quarti di gara convinto, abbiamo quasi tutti a disposizione. Al momento penso che la squadra abbia bisogno di un minimo di continuità per cercare quell’equilibrio tra le due fasi che diventa determinante in questo momento. I ragazzi fanno parte di una squadra e tifoseria con una loro storia importante, mi auguro che i calciatori vogliano guarire il più velocemente possibile non tanto per l’allenatore, quanto per la maglia che indossano. Di allenatori più bravi di me ce ne sono tanti, di piazze come questa poche, il loro orgoglio deve emergere vestendo questa maglia. Da qui alla fine sono tutte partite ad eliminazione diretta. Dobbiamo cercare di arrivare agli ultimi due mesi stando bene e rimanendo agganciati il più possibile alle zone importanti di classifica, ma io faccio fatica ad accontentarmi e non voglio precludermi nessuna possibilità. Voglio puntare al massimo e poi vediamo quello che è successo sapendo che è difficile, sarà complicato e ci sono tante squadre davanti ma oggi io non posso dire di fissarmi un obiettivo che non sia il più importante, limiterei la squadra. Giochiamo una gara per volta e vediamo cosa succede. Dobbiamo coltivare un sogno, questo deve essere il nostro mood. Dobbiamo coltivarlo ogni giorno in allenamento, a maggior ragione la domenica in campo. Se dicessi oggi di arrivare primi non sarei credibile perchè la situazione la conosciamo tutti. Non costa niente coltivare questo sogno. Lo possiamo fare senza promettere niente a nessuno. I sogni vanno coltivati, capendo quanto sei disposto a sacrificarti e cosa sei disposto a fare per i sogni. Sognare è gratis, il nostro è ogni giorno venire al campo e preparare con ferocia la gara successiva, poi se metteremo insieme tutta una serie di vittorie vedremo”.          

“Marsura? I tifosi gli hanno riconosciuto l’ottima partita fatta. In generale sabato scorso ho visto una squadra in netta ripresa, non depressa. Quando c’è un cambio di allenatore si riparte da zero, si azzerano le gerarchie e c’è più partecipazione da parte di tutti. Le impressioni ricavate sono ottime, poi la domenica la partita sfugge ad ogni pronostico, quel che viene fuori dalla gara è frutto del lavoro settimanale ma può essere anche asettico perchè magari l’avversario fa mezzo tiro in porta e vince. Io manager all’inglese? Con Grella ci siamo detti che deve esserci condivisione totale anche sulla eventuale scelta di calciatori. Spesso in italia si prendono calciatori che magari col gioco dell’allenatore non c’entrano niente, ma aiutano in funzione della campagna abbonamenti e poi fatichi a gestirli. Se chiedi il sale bianco e te lo portano rosa non va bene. Oggi i calciatori sono tutti bravi, è difficile acquistare un bidone, ma io stesso in certi posti ero da 10-12 gol all’anno, in altri da 25-29. Ci sono giocatori che in determinate piazze si esprimono in un modo, in altre diversamente. Ci sono anche variabili che possono determinare l’ambientamento e la serenità di un calciatore. Se il figlio si trova bene a scuola, se la moglie trova le amiche giuste e la palestra giusta, ad esempio. Bisogna avere la fortuna che i giocatori s’inseriscano bene nel contesto giusto”.

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