AVV. MARZA’: “Catania, soldi spesi male in estate. Ora difficile soprattutto intervenire sul mercato in uscita”

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L’avvocato Carmelo Marzà, Fiduciario dell’Assocalciatori nel corso di ‘Calcionate – I Commenti in Casa RossAzzurra’, trasmissione su Globus Television, esprime alcune considerazioni sul girone d’andata disputato dal Catania. Ecco quanto evidenziato:

“I ragazzi non scendono mai in campo senza la voglia di raggiungere il risultato. Poi c’è da fare i conti con l’avversario e le difficoltà incontrate contro chi si schiude sono abbastanza scontate e ovvie, anche perché hanno faticato quei giocatori che, soprattutto allo scopo di scardinare le difese chiuse, avrebbero dovuto garantire la superiorità numerica ed il cambio di passo saltando l’uomo, mi riferisco in particolare a Marsura e Mazzotta”.

Adesso il Catania ha bisogno di continuità, non può continuare ad ottenere questi risultati altalenanti, serve la garanzia di una continuità di risultati. Exploit improvvisi alternati a partite sconcertanti come Messina devono uscire dal canovaccio della squadra. Lucarelli so che sta lavorando parecchio sulla testa dei ragazzi. Allena una squadra che, va detto, non ha scelto Lucarelli ad inizio stagione. Non so chi farà parte della rosa nel 2024, ma è chiaro che il Catania non ha speso bene i soldi nel mercato estivo, allestendo un organico che ha dimostrato lacune caratteriali e mentali”.

“Nel momento in cui si è interrotto il rapporto lavorativo con Tabbiani è successa una cosa che non è frequente nel calcio, cioè l’interruzione anche con il DS.  Se è accaduto, è il segnale chiaro e forte di come sia stato completamente sbagliato l’approccio nella scelta dei giocatori. Adesso il problema non è soltanto prendere nuovi giocatori, ma fare uscire calciatori perchè c’è un limite massimo di tesseramenti nella rosa delle squadre di Serie C. Il Catania ha un monte ingaggi importante, fare uscire giocatori con contratti pesanti e trovare soluzioni gradite alle società ed ai calciatori non sarà semplice. Ci sarà molto da lavorare”.

“La scelta di non ingaggiare un DS mi sembra abbastanza sintomatica di come si stia creando l’assetto all’interno del club con Lucarelli al lavoro un po’ all’inglese, da manager, indicando i nominativi graditi, condizione specifica che Lucarelli ha posto firmando il contratto che lo lega al Catania. La società ad inizio campionato ha fatto una scommessa che ha perso scegliendo Tabbiani, a differenza dell’anno scorso in cui era stato individuato un allenatore e un D.S che conoscevano perfettamente la D e si muovevano a loro perfetto agio. Tabbiani aveva allenato in una piazza neanche lontanamente paragonabile a Catania, dove non aveva le stesse pressioni”.

Al momento la figura del DS nel management del Catania non credo sia essenziale perchè il ruolo lo stanno ricoprendo di comune accordo Grella e Lucarelli, una figura ulteriore sarebbe solo d’intralcio adesso. Ci sono dei vuoti dettati non dalla poca attitudine del calciatore ma dal fatto che lo stesso non si è ambientato perché, ad esempio, uno come Marsura secondo me non è in discussione ma sta facendo fatica. Sul mercato sarebbero imprescindibili degli esterni sulle fasce che saltino l’uomo, una punta da affiancare a Di Carmine, un centrocampista che ragioni, una mezzala di gamba, ma bisognerebbe intervenire soprattutto sulla testa dei giocatori. Il Catania può certamente ambire a delle posizioni migliori ma la carta più importante è la Coppa Italia, perchè andare ai playoff in una posizione privilegiata a prescindere dall’esito del campionato è la strada più breve per potere raggiungere certi obiettivi”.

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