EZIO RACITI: “Catania, l’autostima è il perno di tutto. Peralta valore aggiunto, Chiricò difficile collocarlo in un 3-4-1-2”

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foto SportMe NEWS

Ezio Raciti, ex allenatore delle giovanili rossazzurre e che ha condotto il Messina alla salvezza nella passata stagione, si è soffermato sul Catania nel corso della trasmissione ‘Salastampa’, a cura di Sicra Press. Riportiamo di seguito quanto evidenziato:

“Buona gara disputata contro il Brindisi soprattutto per intensità. Catania propositivo, forse è stata la migliore partita di questo campionato. Sul mercato hanno preso dei giocatori già allenati, che hanno portato l’entusiasmo tipico di chi cambia squadra in questo periodo. E’ servito, oltre ai contenuti tecnici proposti. Differenza rispetto al match di Crotone? In queste categorie quando incontri delle squadre importanti io credo che poi l’aspetto tattico non abbia tanta importanza. Quello che conta è l’atteggiamento, il modo di stare in campo. Forse a Crotone non hanno trovato la giusta concentrazione, hanno preso gol e dopo si sono un pò sfaldati. Col Brindisi, invece, sono entrati in campo determinati, hanno ricavato entusiasmo dopo l’1-0 siglato al 24’ e le cose sono andate sicuramente meglio”.

“Catania dai due volti tra campionato e Coppa Italia? Io credo poco alle squadre che hanno due facce. Una squadra deve avere un’unica faccia nel modo di affrontare le partite e poi si tirano le somme. Non darei per scontato che il Catania trascuri il campionato puntando sulla Coppa Italia. Ha due soluzioni per raggiungere i playoff, in entrambi i casi sicuramente i risultati proietteranno il Catania verso la disputa degli spareggi. L’importante è arrivare nel periodo dei playoff con la giusta condizione fisica e mentale per poterseli giocare al meglio. Tra l’altro la storia insegna che spesso chi fa tutto il percorso ai playoff addirittura pare che stia meglio fisicamente. Perchè stare fermi 40 giorni e poi iniziare i playoff non è facile, soprattutto in Sicilia dove magari hai poche possibilità di fare delle amichevoli, può essere un’arma a doppio taglio. Quello che viene tra campionato e Coppa Italia si prendono, cercando di migliorare la condizione fisica e mentale, che poi è quella che fa la differenza. L’autostima deve essere sempre il perno di tutto secondo me”.

Lucarelli punta molto sul gruppo. Ci sono dei leader per trascorsi, esperienza (Di Carmine ad esempio), Peralta è un valore aggiunto, Rapisarda idem. Queste sono tutte persone che potrebbero avere carisma e personalità per poter aiutare Lucarelli anche dalla parte interna della squadra. Giocando con il 3-4-1-2, sistemare Chiricò in uno di questi ruoli diventa un pò difficile perchè da sottopunta non si muove come dovrebbe, cosa che invece ha fatto – bene – Peralta, il quale trovava sempre una linea di passaggio libera per farsi vedere e giocare, accompagnava l’azione ed in occasione del primo gol ha fatto qualcosa di straordinario aspettando il movimento degli attaccanti che prima hanno stretto e poi si sono allargati. Lui ha aspettato l’attimo giusto per poter dare palla a Di Carmine. Io Peralta l’avevo incontrato già l’anno scorso col Foggia, è davvero un ottimo giocatore”.

“Qualche giocatore del Catania risente della pressione del ‘Massimino’? Io credo che una società vogliosa di vincere un campionato debba prendere sul mercato giocatori che possano sopperire a questo. La pressione del pubblico deve, anzi, rappresentare una spinta in più. Chi vincerà il campionato? Dal Benevento in su sono tutte candidate per la vittoria finale. Per me chi è veramente accreditato per valori espressi in campo e qualità sono Avellino, Crotone e Benevento. Queste squadre potrebbero avere qualcosa in più anche della Juve Stabia, che non so se reggerà fino alla fine. Il Catania purtroppo è attardato per poter puntare a vincere il campionato, ma potrà giocarsi i playoff”.

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