ALDERISI: “Catania, nella testa del gruppo due dimensioni differenti. Zeoli un lottatore, ingeneroso caricare su di lui tutte le responsabilità”

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Così l’allenatore ed opinionista Pierpaolo Alderisi ai microfoni di Globus Television nel corso di ‘Calcionate – I Commenti in Casa RossAzzurra’:

La mia idea è che nella testa del gruppo si erano create due dimensioni differenti. Quella della Coppa Italia, che ha sempre sorriso al Catania con un percorso di grande positività e la fortuna che occorre per vincere un titolo, e quella del campionato. Nella testa dei giocatori questo può avvenire. Paradossalmente il fatto di avere più partite in campionato magari ti porta a considerare che hai sempre una chance per rimettere in sesto la situazione nella gara successiva”.

”Zeoli è una persona che ha grande esperienza, ha sottolineato più volte che il percorso del campionato sarebbe stato difficile, dunque rivelandosi importante mettersi al riparo prima possibile. Questa squadra a differenza delle altre che occupano l’attuale zona di classifica del Catania, è stata costruita con ben altri obiettivi ed è stata ridisegnata perchè al momento del mercato di gennaio c’era Lucarelli, il quale voleva una squadra che facesse una grande rincorsa in campionato ma anche in funzione della vittoria della Coppa Italia. Strada facendo Lucarelli si è perso, la squadra era quella e nel frattempo la classifica incombeva. Quando un gruppo costruito con quella matrice lì si trova ad affrontare un campionato con squadre ben consapevoli di lottare per la salvezza, il Catania ha smarrito un attimino la bussola”.

“Non dimentichiamo che prima della partita di Potenza, determinante, si è verificata la vicenda dell’audio di Zeoli che ha certificato qualche spaccatura nello spogliatoio. C’è una situazione di mancanza di serenità, questa si ripercuote inevitabilmente sulle prestazioni della squadra. Chi fa l’allenatore sa quanto possono influire negativamente situazioni del genere. Io non credo che Zeoli sia remissivo ma profondamente realista, perchè conosce bene le dinamiche che si vivono all’interno del gruppo squadra e della società, che non lo lasciano probabilmente sereno”.

“Ho avuto la fortuna di conoscere Zeoli al corso di Coverciano dopo averlo apprezzato come calciatore e persona leale, sincera. Credo anche che sia un buon allenatore e mi sembra ingeneroso caricare su di lui tutte le responsabilità di una stagione che è nata male e speriamo non si concluda peggio. Quando è stato chiamato in causa si è sempre messo a disposizione della causa del Catania, anche prima dell’arrivo di Lucarelli. C’è rabbia per i risultati e la situazione che si è venuta a creare, però credo sia ingiusto e ingeneroso scaricare ogni responsabilità su Zeoli, che forse è l’unico a credere veramente nella salvezza del Catania. Vi assicuro che è un lottatore, non molla di un centimetro. Non vedo in lui scoramento ma la voglia di compattare l’ambiente”.

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