ESCLUSIVA – Leonardi: “Catania, basta bocconi amari. Serve una proprietà stabile, bisogna essere ambiziosi”

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Due mesi fa, intervenendo su TuttoCalcioCatania.com, spronò la Sigi a ricucire in qualche modo lo strappo con Joe Tacopina, invitando anche l’imprenditoria locale a dare risposto concrete per contribuire al salvataggio ed al rilancio del Calcio Catania. Oggi l’ex difensore Antonino Leonardi, catanese visceralmente legato ai colori sociali del Catania, parla nuovamente ai nostri microfoni commentando il presente rossazzurro.

Nino, come vedi l’attuale situazione del Catania?
“E’ difficile nel calcio trovare conti in ordine. Un pò tutte le società sono indebitate. Il Catania ha un fardello. Il mio auspicio era che le forze imprenditoriali catanesi riuscissero a fare la loro parte. Mi riferisco soprattuto alla generazione emergente, che mi aspettavo più concreta e solida. L’attuale proprietà non garantisce stabilità. Il sostegno economico chiesto ai tifosi ad una settimana dall’iscrizione al campionato mi fa pensare che la Sigi fatichi molto a trovare risorse a disposizione”. 

Riuscirà comunque la dirigenza ad allestire una squadra competitiva? 
“E’ innegabile il grande merito della Sigi di avere salvato il Catania. Sono 26 soci però, tantissimi. Come mai non riescono a comporre una società solida tutti insieme? Ripeto, i loro meriti sono fondati perchè il Catania ha evitato il fallimento. Non vedo però grande prospettiva, nel calcio non puoi improvvisare. Devi organizzare, programmare. Il Palermo, ad esempio, sta trovando le giuste sinergie. A Catania il Sindaco ha dato il proprio contribuito, anche da tifoso, dimostrandosi vicino alla squadra. Adesso sono dubbioso per il futuro rossazzurro. Io vivo di certezze, ma non ne vedo. E vai ad affrontare un campionato difficilissimo”.

Non avendo molte risorse a disposizione, quale può essere la strategia ottimale per il Catania in sede di calciomercato?
“Devi fare di necessità virtù, reperendo gente svincolata con parametri economici che non potranno essere elevati. E devi essere bravo a puntare su gente affamata. La dirigenza sia lavorando a tutto tondo, Pellegrino e Guerini in primis. A volte si riesce a sopperire ad eventuali mancanze tecniche con la grinta, la motivazione, la fame. Vanno trovate le pedine giuste, non è facile. L’Italia di Mancini non era favorita per la vittoria dell’Europeo ma ha fatto squadra, gruppo. Serve compattezza, il Catania non può più permettersi il minimo errore. I tifosi sono straordinari, hanno capito le difficoltà finanziarie del club ma per quanto tempo ancora può perdurare questa situazione? Prima o poi tutti ci aspettiamo il salto di qualità. Non è possibile ingoiare sempre bocconi amari, bisogna anche essere ambiziosi”.

Alla fine il passaggio di consegne da Sigi a Tacopina non si è concretizzato, ti aspettavi l’infelice conclusione della trattativa?
“Ero convintissimo che Tacopina avrebbe comprato il Catania. Ha anticipato anche delle somme di denaro, spesso si è recato in Sicilia. Non so spiegarmi perchè sia finita così. Dove sta la verità? Si è fermato anche il discorso Agenzia delle Entrate e Comune di Mascalucia. Purtroppo il Catania paga a caro prezzo le problematiche della gestione amministrativa precedente. L’iscrizione non era stata messa in discussione all’inizio, poi è arrivata soltanto a poche ore dal gong. Una società con delle basi per dare continuità ad un progetto ritengo si sarebbe iscritta con congruo anticipo”. 

Ripartire con decisione sui giovani può essere la strada giusta per un nuovo inizio?
“Il Catania deve investire sui giovani, rifondare il vivaio. Deve affidarsi a persone competenti, capaci, a chi viene dalla gavetta, dalla strada. Chi ha amore, passione e amore per il calcio. Deve riallacciare i contatti con le società limitrofe, fonte di dialogo, comunicazione, disponibilità ad essere vicini ai ragazzi proponendoli al Catania. Serve gente con spiccata competenza e professionalità, oltre ai valori umani. Avendo un centro sportivo all’avanguardia come Torre del Grifo speravo che il Catania potesse diventare l’Atalanta del Sud, invece oggi i giovani eventualmente li può prelevare in prestito da altri club”. 

Provandoti a mettere nei panni di Pellegrino, quanto è difficile fare mercato in questo momento?
“Molto, perchè non hai a disposizione un budget importante. Qualche giocatore il Catania lo ha perso per strada. Vedi Martinez, Welbeck, Manneh. Il club non è riuscito a mantenere questi atleti che, in fin dei conti, non avevano costi esorbitanti. C’è un ridimensionamento, è chiaro. Io sono un estimatore di Piccolo e Russotto, ma sono soggetti ad infortuni. Reginaldo è avanti con l’età. Rosaia e Maldonado secondo me non danno ampie garanzie a centrocampo. La linea difensiva ha perso Silvestri. Bisogna verificare con attenzione, inoltre, le scadenze contrattuali. E’ un momento in cui deve emergere la grande capacità della dirigenza rossazzurra a gestire una situazione complessa”. 

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