EX ROSSAZZURRI – Mascara: “Catania, serve la componente famiglia. Nulla è perduto, i mezzi ci sono per risalire”

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Riportiamo alcune riflessioni sul Catania dell’ex rossazzurro Giuseppe Mascara, ospite di ‘Cataniamente’, trasmissione su Video Mediterraneo:

“Quando si sceglie un allenatore va seguito, la società aveva scelto Tabbiani, una scommessa perché veniva per la prima volta in una piazza importante. Ha visto rifondare la squadra con un travaso continuo di giocatori che arrivavano in tempi diversi, e non è facile condurre trattative soprattutto perché quando sanno che ti cerca il Catania si buttano tutti a capofitto. La dirigenza ha fatto mea culpa, sa di avere sbagliato la scelta iniziale ma non è detto che avviando la stagione con un tecnico esperto vinci. Ci stava la scelta di puntare su un allenatore giovane con le sue idee, ma a mio avviso andava aiutato nell’ottica di fargli cambiare atteggiamento tattico e individuale perché Catania è una piazza nella quale il calcio si vive a 360 gradi tutti i giorni”.

“Torre del Grifo? Il Catania non ha detto no ad un eventuale interessamento per rilevare la struttura, ma è chiaro che si guardino intorno perché se devo spendere 28 milioni più ulteriori 10, io con 38 milioni complessivi ne costruisco tre di centri sportivi, dove dico io ed in un punto strategico e di riferimento per la città. Io di recente in curva allo stadio? Ho un figlio di 7 anni che si chiama Leo che è un ultrà del Catania, tramite amici gli hanno inculcato questa mentalità, di mercoledì non voleva andare allo stadio ma mi ha detto che se io avessi accettato di venire con lui lo avrebbe fatto. Era giusto accontentarlo e farlo stare con gli amichetti, in occasione di Catania-Picerno di Coppa Italia. Era la prima volta che andavo in Curva, con un gruppo di 10-20 persone e mi sono divertito tantissimo. Io quando posso vedere le partite allo stadio ci vado con piacere perché il calcio mi piace e sono il primo tifoso del Catania, ma da un’angolazione molto diversa è stato talmente bello perché mi focalizzavo sui bimbi che saltellavano e cantavano, la partita è passata in secondo piano”.

“La mia rete da centrocampo a Palermo? Oggi se ne vedono più spesso di questi gol da centrocampo. Spero che ci sia sempre di più la consapevolezza dell’osare. Se ti va bene sei osannato per tutto il resto della vita. Creammo una famiglia in quel periodo. Io auguro anche alla nuova società di riuscire a creare una famiglia, senza che nessuno abbia malumori. I litigi ci sono come in tutte le famiglie, a volte qualche litigio è anche costruttivo. Per rimanere ad alti livelli serve la componente famiglia, deve figurare il capofamiglia e poi gli altri nel rispetto delle regole. E’ importante per creare qualcosa d’importante, soprattutto nei momenti difficili. Catania si esalta con poco ma è anche disfattista per niente. Se Catania ti dà amore, lo è a 360 gradi e non ti lascia mai. Nulla è perduto, il Catania possiede le carte in regola per risalire in classifica, a livello economico si può migliorare la rosa a gennaio e Lucarelli è un mio carissimo amico che conosce bene la piazza, sa come comportarsi e cosa può dare al Catania”.

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