ACCADDE OGGI: 4 marzo 1996, si spegne la figura storica di Angelo Massimino

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Angelo Massimino, Presidente

Il 4 marzo del 1996 moriva il “presidentissimo” Angelo Massimino. Si spense all’età di 69 anni, a causa di un incidente stradale di cui fu vittima sulla A19 Palermo-Catania, all’altezza del bivio per Scillato, in provincia di Palermo, in località Tremonzelli, mentre si trovava a bordo dell’auto guidata dal genero, l’ingegner Giuseppe Inzalaco. Inzalaco rimase illeso, mentre Massimino venne sbalzato fuori dalla vettura, cadendo pesantemente sul terreno e morì sul colpo. Inutili i soccorsi chiamati dal genero, dato che le volanti della Polizia Stradale di Buonfornello accorsero nel luogo dell’incidente, dovendo constatare la morte dell’imprenditore catanese, il cui cadavere fu trasportato all’obitorio del cimitero di Termini Imerese, dove il medico legale accertò la morte ed effettuò l’autopsia, dalla quale emerse il danneggiamento della parte parietale destra e la rottura di due femori.

Un uomo che ha dato tanto al club rossazzurro, ai suoi tifosi ed alla città dell’Elefante. Un super tifoso della squadra che nei momenti di grandissima difficoltà ha fatto di tutto per cercare di risollevarla. Ha ricoperto la carica di massimo dirigente del Calcio Catania in tre periodi diversi della storia del club, dal 1969 al 1973, dal 1974 al 1987 e dal 1992 al 1996. L’Italia sportiva accolse con grande tristezza la notizia della sua morte. Angelo Massimino non organizzò più voli “charleston” per portare il suo Catania “in una città col nome strano, Atalanta”; non si arrabbiò più col segretario urlando “ma perché bisogna comprare i guanti solo al portiere? Qui sono tutti uguali, li devono avere pure gli altri”; se al Catania mancava amalgama, lui rispondeva “Ditemi dove gioca che lo compro”.

Se ne andò un personaggio storico e metafisico. L’ex grande attaccante catanese di Juventus e Inter Pietro Anastasi, detto ‘Petru u turcu’ e scomparso anni fa, lo ricordava così: “Uno vero, uno che ha pagato, uno con la passione dentro. Altro che i dirigenti attuali, gente di plastica”. Già, un uomo vero e sinceramente innamorato del Catania in un calcio che ha smarrito i valori autentici e genuini di un tempo.

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