LA SICILIA: “Ci sarebbe tanto da discutere sulla sicurezza negli stadi. Finale di ritorno nel silenzio”

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A proposito dei fatti di Padova, all’interno del quotidiano La Sicilia si legge che “ci sarebbe tanto da discutere sulla sicurezza negli stadi, sull’opera di prevenzione che viene sempre messa in atto ma che evidentemente non basta. Tanto per tornare sull’argomento, ma non giustifica l’atto teppistico, non si può lasciare un povero steward solo a guardia di un settore con duemila spettatori. Ne sarebbero serviti molti ma molti di più a Padova. Non si può proprio metterlo dietro una porta che, poi, l’uomo è stato costretto ad aprire magari perchè sotto minaccia”, si legge.

Da Padova emerge che “le forze dell’ordine impiegate erano 150 in tutto. Per regolamento in campo a presidiare sotto responsabilità l’evento sul piano della sicurezza sono proprio gli steward. Le forze dell’ordine possono intervenire all’esterno dell’impianto e sono autorizzate a entrare dentro il rettangolo solo se cominciano incidenti”. A Padova, inoltre, “la distanza tra l’esterno del settore ospiti, presidiato regolarmente, e l’interno del campo era notevole. Ecco perchè la polizia è intervenuta in ritardo, raggiungendo attraverso una stradina laterale l’ingresso della pista dove infuriava la… battaglia”.

Il 2 aprile si giocherà a Catania “una finale nel silenzio assoluto con una premiazione povera di emozioni nel post gara. Magari, come annunciato, ci sarà Zola a consegnare il trofeo, ma senza tifosi sarà tutt’altro che festa, magari diventerà il festival dei rimpianti. Le troupe delle tv nazionali erano pronte a organizzare servizi speciali prima e dopo la gara, con un occhio sulla città turistica, un altro sul fatto agonistico. Servizi e reportage annullati”.

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