BREVE: “Catania, coraggio e petto in fuori. Il 3-5-2 penalizza i giocatori con più qualità”

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Riportiamo alcune considerazioni di Carlo Breve, allenatore ed opinionista, ai microfoni di Telecolor dopo l’ennesima sconfitta stagionale del Catania quando si avvicinano tre sfide cruciali. A cominciare dal confronto casalingo con il Messina:

“Credo molto ai numeri e alle statistiche. L’andamento del Catania è stato troppo altalenante, la squadra ha dato dei segnali di grande forza in determinate occasioni, poche per la verità, occasioni che hanno portato a una vittoria prestigiosa come in Coppa, ma subito dopo a sconfitte decisamente inaspettate. In campionato ricordo sconfitte dopo vittorie importanti che sembravano potessero segnare una rinascita anche nell’era Tabbiani e Lucarelli. Con Zeoli eclatante è stata la vittoria della Coppa che ha preceduto la netta sconfitta di Francavilla. I numeri dicono che il Catania non riesce ad avere continuità, però questo non vuol dire che la stagione va a farsi benedire. Secondo me il Catania può fare bene nelle prossime tre partite per poi iniziare un altro campionato”.

“Paura? La paura serve quando ci sono momenti di esaltazione. Quando le cose vanno troppo bene serve che l’allenatore metta un po’ di sale, pepe, un po’ di paura che permette alla squadra di stare più attenta. In questi momenti invece serve coraggio e petto in fuori, andando ad affrontare una situazione difficile ma non impossibile. Il Catania se batte il Messina e fa risultato sul campo del Sorrento si tira fuori da questa situazione. Il 3-5-2? A mio avviso penalizza i giocatori con più qualità cioè Chiricò, Cicerelli e Peralta. Quando rientreranno Sturaro e Tello, ritengo che Zeoli potrà proporre un sistema di gioco diverso che valorizzi i calciatori più di qualità”.

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