VERSO CATANIA-AVELLINO: dalla contestazione in Sicilia all’esonero di Lucarelli, martedì nuovo appuntamento stagionale

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foto Catania FC

0-2 e 5-2. Due sconfitte nette in campionato per il Catania, che martedì sera affronta l’Avellino per la terza volta in questa stagione. Arriva al “Massimino” una delle squadre più attrezzate dell’intero campionato di Serie C, che punta con decisione a vincere i playoff. Sarà un osso duro per i rossazzurri che proveranno, in qualche modo a riscattare le batoste subite in campionato.

A Catania, il 29 ottobre scorso, passò la formazione irpina e fu crisi apertissima in casa rossazzurra. Vittoria meritata per gli avellinesi contro una squadra, quella di Tabbiani, deludente su tutti i fronti. Fragile caratterialmente, poco reattiva nelle gambe e nell’atteggiamento, facilmente prevedibile, priva di idee e che ha fatto davvero poco per impensierire gli irpini. Inevitabile la contestazione del pubblico a fine partita, ma anche a tratti nel corso della gara. Eloquente lo striscione esposto dalla Curva Sud (“Tabbiani via subito”) dopo il gol dello 0-1 firmato da Marconi al 9′ direttamente su calcio di punizione (con una leggera deviazione della barriera).

Nel primo tempo il Catania tentò, a sprazzi, di farsi vivo nell’area di rigore avellinese. Clamorosa, al 20′, l’occasione sprecata da Mazzotta da posizione favorevolissima. Ancor più clamoroso al minuto 26 l’episodio del rigore fallito da Chiricò. Nella ripresa l’Avellino, sostanzialmente, si limitò a svolgere il compitino. Il raddoppio avellinese si concretizzò al 69′: contropiede, cross basso da destra di Sgarbi per Gori, impeccabile a tu per tu con Bethers. Il pubblico contestò con ancora più veemenza. “Pelligra alza la voce”, “Giocatori senza co…” alcuni dei cori delle curve, con annesso lancio di fumogeni in campo dalla Sud. Allo scadere dei 5′ di recupero, i rossazzurri raccolsero i fischi di tutto lo stadio rientrando a testa bassa negli spogliatoi. Fece festa l’Avellino che non vinceva a Catania da ben 75 anni.

Il match di ritorno in campionato, invece, segnò la fine dell’avventura di Cristiano Lucarelli sulla panchina del Catania. Gli etnei durarono complessivamente mezz’ora: i primi 20′ nel corso dei quali tennero discretamente bene il campo e 10′ ad inizio ripresa che produssero la realizzazione di due reti. Male, molto male la squadra di Lucarelli che si fece sbranare dai lupi, sfruttando l’inefficacia di una difesa di burro. Determinante, poi, il calo di tensione di un Catania che disputò una prova ben al di sotto delle attese.

Dal 24′ in poi, l’Avellino cominciò a macinare gioco con regolarità. Catania sotto al 30′: difesa scoperta, cross dalla destra di Sgarbi, inserimento di Rocca che siglò il classico gol dell’ex battendo Furlan, all’esordio stagionale. Catania sotto shock. Un paio di minuti più tardi, nuova discesa sulla fascia di Sgarbi (disastroso Celli), servizio per Gori e raddoppio biancoverde. Tutto facile per l’Avellino. Gli irpini trafissero nuovamente il Catania al 44′: passaggio filtrante per De Cristofaro che, a tu per tu con Furlan, concluse sul palo ma la sfera rimase lì e lo stesso centrocampista biancoverde depositò in fondo al sacco.

Dopo l’intervallo, l’Avellino scese in campo con un atteggiamento deficitario, forse perchè inconsciamente sicuro di avere già la vittoria in tasca, mentre i rossazzurri provarono ad approfittarne ed accorciarono le distanze: Marsura al 49′ trovò il varco giusto per prendere la mira e calciare in porta, superando Ghidotti. Il Catania continuò a spingere firmando il secondo gol: cross in mezzo a beneficio del solito Castellini che s’inserì pericolosamente battendo con freddezza Ghidotti.

Un Avellino rinunciatario rimise in gioco il Catania, alimentando le speranze di una clamorosa rimonta. Nel momento migliore dei rossazzurri, che sfiorarono il 3-3 di nuovo con Castellini, s’infortunò il neo entrato Bouah. Lucarelli decise di giocarsi le carte Cicerelli, Welbeck e Cianci per tentare il pari. Invece il Catania progressivamente si sfaldò di nuovo. L’Avellino, rialzando la testa, con il neo entrato Russo – lasciato solissimo – calò il poker, di testa. Nel finale il Catania si sbilanciò totalmente in avanti senza lucidità alcuna, sfilacciato e confuso. I padroni di casa portarono a cinque le proprie marcature. Contropiede fulmineo, ripartenza devastante e Liotti battè Furlan (84′).

Martedì sera, nuovo capitolo tra le due squadre, di scena al “Massimino” per l’andata del secondo turno della fase nazionale dei playoff. Servirà ben altro Catania.

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