CESSIONE CATANIA: da Follieri al gruppo USA, tutte le chiacchiere di questi mesi in attesa della parola “concretezza”

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Tralasciando le indiscrezioni del passato riferite in particolare al gruppo Omnilife di Jorge Vergara – Presidente del Club Deportivo Guadalajara, peraltro deceduto lo scorso anno – esattamente sei mesi addietro sono stati avviati i primi contatti per trattare la cessione del Calcio Catania. Periodo storico molto delicato, in cui gli asset di Finaria furono travolti dagli eventi mettendo seriamente a rischio anche la sopravvivenza del Catania, portandosi dietro difficoltà finanziarie andate via via aggravandosi nel tempo.

Raffaello Follieri, imprenditore pugliese che già in altri contesti provò a fare il suo ingresso nel mondo del calcio con scarso esito e indici di attendibilità poco elevati, decise di metterci la faccia anche nel tentativo di acquisire le quote della società rossazzurra. Cominciò una lunga telenovela con la richiesta della famosa evidenza fondi da parte di primario istituto bancario italiano, requisito indispensabile per intavolare qualsivoglia trattativa. Si diede il via ad una battaglia di comunicati, botta e risposta che produssero tanto fumo e poco arrosto. Periodo di dibattiti all’interno della tifoseria stessa, tra chi vedeva con favore l’interesse di Follieri e coloro i quali ritenevano fosse tutto un bluff.

Chiacchiere a mai finire, culminate con una nulla di fatto mentre a dicembre maturava l’idea, in seno al ‘Comitato per l’acquisizione del Catania Calcio’ costituito dagli ex rossazzurri Fabio Pagliara e Maurizio Pellegrino, di promuovere una cordata d’imprenditori pronti ad acquistare il club. “Un atto d’amore”, come più volte riferito dai diretti interessati, quello di provare a raggiungere l’intesa con Finaria sobbarcandosi un monte debiti di rilevante entità. Successivamente si è giunti allo sviluppo di manifestazioni d’interesse reali con annessa offerta. Offerta però rispedita al mittente, proprio nel bel mezzo di una diretta Facebook di Pellegrino.

Circolavano anche rumors sul manager fiorentino Alessio Sundas operativo a Miami, voci insistenti sul numero uno della Sicula Leonzio Giuseppe Leonardi, puntualmente smentite da quest’ultimo, e sul facoltoso Claudio Lotito, ma in realtà l’accostamento del patron della Lazio era riferibile ad una collaborazione economica molto marginale. Poi, sempre e solo il Comitato ha mosso i passi avanti più concreti, fino ad arrivare alla costituzione di una S.p.A. che rafforzasse le garanzie della cordata. Nel frattempo si sono registrati pour parler con soggetti top secret, meglio definibili come mister X, Y e Z: un imprenditore del Nord, il gruppo statunitense di cui si parla nelle ultime ore e figure dell’imprenditoria del centro Italia. In tutti i casi, però, nessuno è andato oltre alla semplice manifestazione d’interesse. Almeno per il momento.

La vicenda si protrae da mesi, dando spazio ad un chiacchiericcio continuo che genera crescente ansia tra i tifosi. La trattativa per la cessione del Catania non decolla, ma vedremo se le recenti mosse del Comitato – unico soggetto ad avere formulato un’offerta reale, lo ribadiamo – e l’interessamento del gruppo USA leader mondiale nella ricerca e distribuzione del petrolio e del gas naturale, porteranno a qualcosa di diverso. Più precisamente all’utilizzo di quella parolina magica che si chiama “concretezza”. L’unica che può sbloccare la situazione. Auspicando che lo si faccia nel più breve tempo possibile, prima che sia troppo tardi.

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