FUTURO CATANIA: in cerca di certezze e di un piano industriale consono alla piazza

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Torre del Grifo, Catania

Mentre Tacopina confessa alla stampa locale di non avere abbandonato l’ipotesi di rilevare il Catania, in casa rossazzurra il tempo stringe e si cercano tutte le soluzioni possibili per salvare la matricola 11700, ripetendo l’impresa dello scorso anno. Allora sembrava utopia evitare il fallimento, invece la Sigi riuscì a mettere in salvo il Catania malgrado lo scetticismo generale. Era stato, però, fissato lo scopo di disputare un campionato dignitoso. Qualcosa che stona con il blasone e la storia dei colori rossazzurri, ma il momento imponeva tale obiettivo.

La realtà dice che dal 2015 l’Elefante milita in Lega Pro, i tifosi sono stanchi d’ingoiare bocconi amari e di vivere con false illusioni. Ora più che mai servono certezze. Innanzitutto sotto il profilo societario, dotando al club una struttura solida e capace di garantire non solo la sopravvivenza ma anche un futuro realmente consono ad una piazza che da troppo tempo vuole riemergere nel calcio che conta davvero. Servono, in sostanza, elementi validi e concreti affinchè si possano gettano le basi per il presente e, soprattutto, il futuro.

Insomma, il concetto di “meglio tirare a campare che tirare le cuoia” non appare realizzabile. Urge stabilità, adoperarsi per l’avviamento di un progetto reale di rilancio sportivo. Oggi il Catania deve disporre di 4 milioni di euro nell’immediatezza. Ma sarebbe soltanto il primo di una lunga serie di esborsi economici da sostenere per affrontare la nuova stagione. L’attuale proprietà non ha la forza per reggere tale peso, ragion per cui è indispensabile l’immissione di nuovo capitale tramite altri soci o investitori. Non a chiacchiere, ma con i fatti. Portando avanti un piano industriale ad oggi inesistente.

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