ESCLUSIVA – Gasparin: “Catania, prendi ispirazione dal Palermo. Imprenditore straniero o locale? Conta la progettualità”

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Sergio Gasparin

Contattato dalla redazione di TuttoCalcioCatania.com l’ex Direttore del Calcio Catania Sergio Gasparin ha esternato le proprie riflessioni in merito al futuro del nuovo corso rossazzurro, parlando di quello che dovrebbe essere il modello di business da sviluppare e sui possibili obiettivi che la nuova dirigenza dovrebbe porsi. Spazio poi ad una breve considerazione sulla possibilità che il club possa essere acquistato da un soggetto locale o straniero e su un suo eventuale ritorno alla guida del Catania.

Direttore, quale dovrebbe essere il modello di business da sviluppare per un rilancio del Catania?
Innanzitutto la cosa più importante da fare è porre delle basi molto solide sul piano organizzativo e dell’organigramma societario, poi da lì si dovrà sviluppare un piano che, di anno in anno, possa migliorare la componente tecnica, cioè il parco giocatori, facendo avvicinare progressivamente il club alle categorie più importanti. Anche se non sarà semplice, senza ombra di dubbio quest’anno il Catania sarà ‘condannato’ a vincere perché per una piazza come quella etnea la Serie D non può essere altro che una semplice categoria di passaggio e di partenza. Dal mio punto di vista un ottimo modello da seguire, sia sul fronte tecnico che sul piano gestionale e di marketing, potrebbe essere proprio il Palermo che in 3 anni è passato dalla D alla B, per cui mi auguro vivamente che anche i rossazzurri possano perseguire un percorso analogo a quello dei cugini rosanero.

A suo modo di vedere a quanto potrebbe ammontare l’esborso economico che la nuova proprietà dovrebbe uscire affinché, in circa quattro anni, si raggiunga almeno la Serie B?
Per riportare il Catania ad alti livelli si parlerebbe ovviamente di cifre molto elevate anche se, ovviamente, l’esborso economico complessivo sarebbe direttamente proporzionale all’importanza del progetto sportivo imbastito. Questo sarebbe rilevantissimo se l’obiettivo fosse quello di salire nel più breve tempo possibile mentre invece la cifra sarebbe più diluita parlando di un progetto molto più lungo e meno ambizioso. Ovviamente poi nel calcio nulla è scontato e molto spesso si intersecano tantissimi fattori che possono influenzare il risultato finale infatti, ad esempio, squadre come Padova e Bari, che hanno speso cifre molto ragguardevoli nel corso delle ultime stagioni, hanno faticato a raggiungere l’obiettivo promozione. I biancoscudati addirittura pur avendo allestito degli organici davvero importanti nelle ultime due stagioni hanno sempre perso la finalissima playoff, prima con l’Alessandria ai calci di rigore e poi, quest’anno, contro il Palermo. Prima di affrontare questo discorso però ritengo sia più congruo proiettarsi alla prossima stagione nella quale, a prescindere da quelli che possano essere i progetti societari a lunga scadenza, auspico che l’unico vero obiettivo sia quello di uscire immediatamente dalla Serie D. Non sarà semplice perché il Catania si presenterà, almeno sulla carta, come il grande avversario da battere e tutte le avversarie daranno il massimo per vincere ma il Catania dovrà essere bravo a superare queste difficoltà centrando la promozione in Serie C, cosa che mi auguro con tutto il cuore possa accadere al termine del campionato ‘22/23.

In questo momento Torre del Grifo sarebbe davvero imprescindibile per il nuovo sodalizio etneo?
Torre del Grifo è senza alcun dubbio una struttura di grande valenza ed un’ottima opportunità sul piano complessivo perché è un’eccellenza sia in ambito ricettivo che su quello sportivo con le varie strutture dedicate all’attività agonistica. Purtroppo le maggiori problematiche si riscontrano in termini di costi di gestione e manutenzione (ai quali adesso si dovrebbero aggiungere anche quelli di ammodernamento) che già in Serie B potevano creare non poche difficoltà alla società. In C o addirittura in D sarebbe un costo totalmente sproporzionato per le casse di una società dilettantistica o di terza serie i cui introiti sono ovviamente fortemente limitati. Detto questo, leggendo anche i nomi di gruppi ed imprenditori interessati a rilevare il club etneo, ritengo che la nuova proprietà voglia ricostruire una realtà sportiva importante che, in termini prospettici, possa riportare il Catania ad altissimi livelli sviluppando un progetto a lunga scadenza nel quale potrebbe anche rientrare il centro sportivo.

Si auspica l’arrivo di una proprietà estera o locale? A parità di condizioni quale sceglierebbe?
Da questo punto di vista non ho alcuna preferenza, vorrei solo che venisse premiata la progettualità. In altri termini non mi importa se la squadra venga affidata ad un soggetto locale o ad un gruppo estero ma soltanto a chi, in base al proprio business plan e piano di sviluppo sportivo, garantisca il miglior progetto possibile assecondando quelli che sono i desideri, le speranze e le ambizioni della piazza. L’unica differenza che il Comune dovrà cogliere è proprio sulla progettualità, sulla struttura organizzativa e sul personale che dovrà gestire il nuovo Catania e non tanto sulla provenienza dei soggetti coinvolti.
Un mio ritorno? Purtroppo, parafrasando la canzone di Gigliola Cinguetti, non ho più l’età per fare certe cose anche se comunque Catania è ormai entrata nel mio cuore. Custodisco gelosamente dentro di me l’esperienza stupenda vissuta ai piedi dell’Etna in quella che, sia sul piano professionale che umano, è stata un’annata indimenticabile. Un saluto a tutti i tifosi rossazzurri.

Si ringrazia Sergio Gasparin per la cortesia, la disponibilità ed il tempo concesso per l’intervista.

 

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