LA SICILIA: “Catania, la sofferenza e poi l’apoteosi”

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foto pagina Facebook Catania SSD

L’articolo riportato è uno stralcio dell’originale, non volto a sostituirsi a questo, pertanto invitiamo ad approfondire i contenuti presenti acquistando il giornale ‘La Sicilia’ in rassegna

“Sofferenza, apoteosi e festa sotto la curva. Il 2-1 al San Luca è figlio di una sfida tipica del campionato di Serie D. Rognosa, rissosa, messa costantemente in pericolo dopo il pari dei calabresi. Ma il Catania SSD ha vinto la prima in casa e, al di là di tattica, errori e impegno, per una sera si esulta e basta”. Lo hanno fatto 15mila spettatori che “hanno reso il confronto degno della Serie A. Una coreografia, un epilogo da sogno per tutti coloro che erano al Massimino”. Il prologo è stato “la giusta copertina della serata, dopo sei mesi d’attesa: i boati dei tifosi, Pelligra in giro per la pista a salutare quella che è ormai la sua gente”.

La pressione rossazzurra “è subito asfissiante, il San Luca si affida alle ripartenze per tenere viva la gara, che viene sbloccata da un figlio dell’Etna, quel Francesco Rapisarda che aveva sognato un momento così da ben tredici anni”. Il San Luca cerca la reazione immediata e “Bethers sulla linea di porta si tuffa con i tempi giusti”.

Nella ripresa arriva il pareggio con Carbone che trasforma un penalty, “ma il direttore di gara non giudica fallo l’atterraggio di Sarao da parte di Raso al 18′ e neanche quello ai danni di Chiarella indispettendo lo stadio”. Comunque i rossazzurri “hanno i numeri per tornare avanti”. Il pressing “diventa continuo”, nei 15′ finali entra Palermo “per fare legna in mezzo e ripartire. Proprio Palermo conquista un rigore a 10′ dalla fine inserendosi in area”. Andrea Russotto segne e “corre sotto la Curva Nord, che per una trentina di minuti insieme con la Sud e gli altri settori esulta e applaude”.

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