A MENTE FREDDA – Le chiacchiere del Messina e la ritrovata vittoria in campionato. Catania, non staccare la spina…

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“Catania obbligato a vincere”. Lo avevamo riportato nei giorni scorsi. Per i rossazzurri non poteva esserci risultato diverso dalla vittoria contro il Messina. Il campo ha premiato la squadra di Zeoli, rimasta dentro la partita fino alla fine, evidenziando spirito di sacrificio collettivo. Non un match dagli elevati contenuti spettacolari, ma si sapeva che ci sarebbe stato da lottare, soffrire e stringere i denti. Il Catania ha vinto una gara “sporca”, mantenendo la necessaria lucidità e trovando l’episodio vincente al 24’ con il rigore trasformato in modo impeccabile da Di Carmine.

In tal senso il Messina ha protestato vivacemente. Il tecnico Modica ha dichiarato senza mezzi termini che l’arbitraggio non gli è piaciuto, Antonino Ragusa ha invece sottolineato come si sia trattato di una sconfitta immeritata, parlando di “rigore generoso”. Ma è un alibi fin troppo scontato e banale, questo. Il Messina, semmai, deve leccarsi le ferite per le imprecisioni in zona gol di Plescia e compagni. Per non avere concretizzato le occasioni prodotte. Occasioni che, comunque, ha costruito anche il Catania, soprattutto il palo clamoroso colpito da Cianci che avrebbe messo definitivamente al sicuro la vittoria.

L’inefficacia sotto porta del Messina, la compattezza dei rossazzurri, un pizzico di fortuna (che ha aiutato un Catania audace) ed il nervosismo eccessivo degli ospiti (graziati in più di una circostanza dall’arbitro) sono stati fattori determinanti nell’economia della gara. Puntare il dito contro il singolo episodio del penalty concesso (cosa che il Catania non ha fatto nella gara d’andata, quando non venne assegnato agli etnei un rigore solare) sa di facile giustificazione per il Messina e sminuisce i meriti del Catania. Meriti che comunque ci sono tutti perché, nella difficoltà e nella sofferenza, i rossazzurri si sono saputi stringere da gruppo vero senza perdere la testa.

Non dimentichiamo, inoltre, che mentre il Messina aveva tutti gli effettivi a disposizione, il Catania ha dovuto fare i conti con l’assenza di pedine fondamentali negli schemi di Zeoli. Zammarini in primis. Poi ha pesato non poco il forfait di Peralta. Non a caso, successivamente all’uscita dal campo dell’ex Foggia, il centrocampo catanese ha un po’ perso lo smalto, la qualità ed il dinamismo della prima frazione. Gli etnei, però, hanno portata a casa ugualmente il derby ritrovando un successo che, in campionato mancava da un mese. Ora sotto con il Sorrento. La prospettiva di evitare i playout è più vicina, ma non si può staccare la spina proprio adesso. E’ bene ricordarlo alla squadra di Zeoli, chiamata a scendere dall’altalena dei risultati e delle prestazioni riproponendo l’atteggiamento e l’approccio di domenica sera.

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