PIZZUL: “Catania deve riemergere. Ai piedi dell’Etna dato meno di quanto ricevuto. Astori? Grande dolore, possiamo dare al calcio una dimensione diversa”

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Bruno Pizzul

Intervento telefonico di Bruno Pizzul, storica voce del calcio italiano, alla trasmissione televisiva Corner, su Telecolor. Queste le parole di Pizzul evidenziate da TuttoCalcioCatania.com:

“Catania mi è rimasta nel cuore, ma non sono riuscito a dare ad una bellissima città ed al calcio catanese quello che avrei voluto perchè il mio talento era quello che era… Catania ha dato molto di più a me di quanto io non abbia dato al Catania. Ho vissuto benissimo per due anni e mezzo con gente fantastica. E’ stato tutto molto bello. Presente in Serie C, come fare a risollevarsi? Non esiste una ricetta infallibile. E’ chiaro che occorre tanta buona volontà, grinta e carattere da parte dei calciatori, unitamente ad una società attrezzata. Il Catania possiede anche strutture all’avanguardia, basi importanti per tornare a recitare il ruolo che gli compete. La squadra vanta una tradizione. C’è tutto lì. Il mare, la montagna, non manca proprio niente. Per forza di cose il Catania deve riemergere ai massimi livelli, contribuendo anche alla valorizzazione di un territorio ricco di storia e bellezza”.

“Astori? Io stavo raggiungendo lo stadio di Udine, dove era in programma Udinese-Fiorentina. Quando sentì la notizia in radio, speravo di avere capito male. Invece purtroppo era tutto vero. Quando accade qualcosa del genere ci chiediamo il perchè. E’ successo che degli atleti abbiano incontrato la morte in passato, ma le modalità di questa hanno colpito ancora di più, trovando Astori come se fosse addormentato. Fatto molto coinvolgente in termini di partecipazione popolare. Tutto il mondo del calcio ha reagito trovando la forza e la capacità di condividere questo momento di dolore con comportamenti molto positivi anche sui terreni di gioco. C’è stata qualche leggera sbavatura, ma credo che in tutti sia sorto il desiderio di dare a questo calcio un volto più rassicurante. Eliminando le esagerazioni, le storture, la violenza, la maleducazione, ecc. Spesso si pensa che i calciatori siano viziati e pensino solo al denaro, invece Astori, conoscendo il suo percorso, dimostra che ci sono anche tanti bravi ragazzi. Dobbiamo sforzarci, allora, a restituire al calcio un sorriso, una dimensione più civile ed umana”.

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