PAGELLE DI REPARTO: Moro protagonista, disastro difesa e centrocampo. Baldini ha le sue responsabilità

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Dopo il buon punto in quel di Catanzaro, il Catania non riesce a dare continuità di risultati perdendo contro la Turris ed evidenziando ancora una volta enormi lacune tecniche, qualitative e mentali sia a centrocampo che in difesa. Ospiti ben messi in campo che sfruttano a dovere le ripartenze concesse dai padroni di casa (sprecando addirittura diverse chance per arrotondare il punteggio) e che al termine dei 90′, seppur con molta sofferenza nel finale, ottengono i tre punti. Il Catania invece non sfrutta il “fattore Massimino” ed incappa nella seconda sconfitta casalinga consecutiva, quarta in campionato. Giornata no dal punto di vista difensivo con tantissimi errori commessi sia in marcatura che in impostazione faticando a contrastare i movimenti estremamente pericolosi dei calciatori campani. Di seguito le consuete pagelle di reparto:

DIFESA 4: l’unico a non commettere evidenti sbavature è Monteagudo ma anche l’argentino non riesce a fornire le adeguate garanzie. Disastrosi invece Ercolani e Ropolo che incappano in una giornata estremamente negativa commettendo errori a ripetizione e non agendo con efficacia né in fase di marcatura né nei contrasti. Infine anche Sala appare meno reattivo rispetto alla trasferta di Catanzaro, avendo qualche responsabilità soprattutto sugli ultimi due gol subiti.

CENTROCAMPO 4,5: la difesa risulta il reparto peggiore ma anche la zona mediana non riesce a garantire un’adeguata copertura. Male in fase di interdizione, ancora peggio in impostazione. Nei primi minuti Maldonado prova, senza efficacia, ad impostare il gioco per poi spegnersi con lo scorrere del tempo. Impalpabile anche Provenzano che, pur correndo tanto, non incide venendo spesso preso in controtempo dal duo Giannone-Tascone. Sugli esterni benino Zanchi che garantisce gamba e corsa sulla fascia mancina; agrodolce invece la prova di Calapai che incontra parecchie difficoltà in fase difensiva (sua la responsabilità sul secondo gol della Turris) garantendo però una discreta spinta offensiva. Il capitano inoltre sfiora il gol in due circostanze sulle quali però si rivela provvidenziale Perina. Biondi si fa notare per avere segnato il gol della speranza e poco altro. Greco, nonostante la botta rimediata appena tre giorni fa, gioca tutto il secondo tempo assicurando tanto dinamismo e quantità. Pinto un pò meglio rispetto alle precedenti apparizioni, duettando costantemente con l’italo-malgascio e provando a creare la superiorità numerica sulla corsia mancina. Senza voto Rosaia che entra ad una decina di minuti dal termine a risultato ormai compromesso.

ATTACCO 6: molto bene Moro. Il bomber di proprietà del Padova mette a segno una doppietta che però non basta ad evitare la quinta sconfitta stagionale. Al di là dei due gol, si dimostra ancora una volta uno degli elementi più in forma, garantendo corsa, pressing e giocate spalla alla porta molto utili a beneficio della squadra. Russotto si mette maggiormente al servizio della squadra provando ad accendere la luce con alcune giocate interessanti santando l’uomo anche con una certa disinvoltura. Male Russini che, al di là dell’espulsione, non riesce a mettere in mostra le proprie qualità. Discreto l’apporto di Sipos. Chiamato in causa ad inizio secondo tempo, con il fisico l’attaccante croato mette pressione alla difesa ospite (sua la sponda per il tiro di Maldonado che porta al rigore del 2-3) ma alla fine non riesce mai a tirare in porta.

BALDINI 4: snatura il modulo tattico del Catania e decide di giocarsela a specchio con mister Caneo puntando sul 3-4-3. Lo spettacolo sicuramente ne beneficia a scapito però della classifica e dell’umore della tifoseria, ormai esausta nel vedere la squadra del cuore occupare i bassifondi della classifica. I suoi ragazzi dietro sbandano pericolosamente e si ha sempre l’impressione che ad ogni affondo la Turris possa trovare la via della rete. Inoltre ha il demerito di non riuscire ad imbrigliare Giannone (vero fulcro del gioco degli avversari) lasciandogli tempo e spazio per far male. Dopo l’espulsione di Russini sconfessa la scelta iniziale ritornando alla difesa a quattro ma il copione non cambia e la squadra rimane ugualmente confusa.

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