LA SICILIA – Richiesta sequestro conservativo, udienza rinviata. Sigi, si faccia esame di coscienza

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Torre del Grifo, Catania

L’articolo riportato è uno stralcio dell’originale, non volto a sostituirsi a questo, pertanto invitiamo ad approfondire i contenuti presenti acquistando il giornale ‘La Sicilia’ in rassegna

La situazione societaria del Catania resta assai critica. Bisogna fare i conti con l’udienza per la richiesta di sequestro conservativo nei confronti del club rrossazzurro, posticipata al 9 novembre, e rimane sempre il rimpianto di essersi lasciata sfuggire la grande occasione rappresentata dal gruppo americano guidato dall’avvocato Joe Tacopina, seriamente interessato al Catania e allo stesso Village. Ma c’è chi nella Sigi ha compiuto sacrifici non indifferenti. Il maggiore azionista Gaetano Nicolosi ma anche alcuni piccoli imprenditori e professionisti che hanno voluto fare un vero gesto d’amore. Si facciano un bell’esame di coscienza i membri della Sigi che tutti d’accordo 13 mesi fa hanno garantito la continuità aziendale e quasi subito hanno cominciato a litigare. Il futuro societario del Catania resta appeso a un filo, al momento si può solo sfogliare la margherita nella speranza di salvare il salvabile mettendo assieme per il rotto della cuffia 500mila euro. Sigi, ufficialmente spaccata, si preoccupi di esaudire la richiesta dei tifosi che vogliono giustamente avere un confronto diretto con chi aveva promesso loro di salvare il Catania. Oggi intanto è in programma un incontro per concedere in locazione una parte del Village.

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