ESCLUSIVA – Piga: “Catania, tifo da pelle d’oca. Con la Reggina match tirato. Quel rigore a Reggio decisivo per la B…”

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67 presenze ed una ventina di gol messi a segno con la maglia del Catania. Impossibile dimenticare soprattutto la rete che valse la promozione rossazzurra in Serie B il 25 maggio 1980. L’ex attaccante Marco Piga, al 60′, trasformò il calcio di rigore del definitivo 1-0 etneo sul campo della Reggina, squadra in cui peraltro lo stesso Piga ha militato nella stagione 1981-82. La redazione di TuttoCalcioCatania.com ha avuto il piacere di sentirlo telefonicamente proprio adesso che si avvicina il fischio d’inizio dell’attesissimo Reggina-Catania.

Marco, col Catania riuscisti a strappare il pass per la Serie B… 
“Un anno che non dimentico. Partimmo con Rambone in panchina, poi ci fu l’avvicendamento con De Petrillo. Era una buona squadra, lo dimostrò fino alla fine tenendo un passo costante e deciso che poi ci ha portati ad ottenere la promozione. La gara decisiva fu quella di Reggio dove vincemmo 1-0 su calcio di rigore. Sancì la nostra tranquillità verso quel traguardo che stavamo inseguendo.

Proprio tu trasformasti il penalty. Quanto pesava quel pallone?
“Pesava, eccome. Ti passano per la testa tante cose in quei momenti, io mi presentai abbastanza sereno sul dischetto e, con freddezza, riuscì a metterla dentro spiazzando il portiere. In occasione del fischio del rigore, peraltro, fu levata la palla praticamente da un mio intervento che stava finendo in rete”.

Ricordi di un’esperienza molto positiva a Catania…
“Uno dei posti migliori in cui siamo stati io e mia moglie instaurando un ottimo rapporto con la tifoseria, ho anche degli affetti familiari che mi legano alla città. Ritorneremmo volentieri a vivere lì perchè siamo stati davvero benissimo. Avevo uno splendido rapporto coi pescatori, mi divertivo anche ad andare a pescare con loro ad Acitrezza. Un rapporto speciale”.

Con il Presidente Angelo Massimino, invece?
“Un rapporto intenso. Ci volevamo un gran bene, si litigava anche ma c’era sempre un rapporto schietto, diretto. Lui era molto focoso ma conservo il ricordo di un’ottima persona. Dava tutto per il bene del Catania in primis. Per lui era una questione d’onore vedere il Catania trionfare. Una figura con dei valori che oggi non esistono nel calcio, un personaggio nel vero senso della parola”.

E di Walter Novellino, invece, che mi dici?
“Ad Avellino ci siamo incontrati negli ultimi tempi avendo fatto una rimpatriata con le vecchie glorie. Lui allenava la squadra irpina, è un ottimo ragazzo e bravissimo allenatore. Sono sicuro che farà bene anche a Catania riuscendo, se non attraverso la promozione diretta, a raggiungere la Serie B sulla panchina rossazzurra”.

Quanto può essere importante presentarsi all’appuntamento con la Reggina dopo due vittorie consecutive ottenute contro Catanzaro e Juve Stabia?
“Dal punto di vista morale ti dà un’autostima importante, fa credere molto in te stesso. Ti fa capire che non sei inferiore a nessuno, ti può portare ad avere una credibilità che permette di giocare le partite una alla volta da qui alla fine cercando di vincerle tutte. Questi risultati danno tanta forza e fiducia. Le premesse ci sono tutte per poter conseguire il traguardo della promozione”. 

Il Catania ha ritrovato il massimo sostegno del pubblico, altro aspetto determinante, non trovi?
“Il pubblico etneo è impareggiabile, ti trascina quando le cose vanno bene. Sia a Catania che ad Avellino ho riscontrato due tifoserie tra le migliori che un giocatore possa avere dalla sua parte. Un calciatore viene messo nelle condizioni ideali per rendere al massimo. Un pubblico così è da pelle d’oca. Se hai abbastanza carattere e personalità riesci a fare benissimo, ti dà tutto la gente di Catania”.

Reggina-Catania, che partita sarà?
“Mi aspetto un match tirato, molto tattico però credo che alla fine i valori tecnici possano emergere ed avere il loro peso. Ritengo che il Catania abbia qualcosina in più della Reggina da questo punto di vista, anche se gli amaranto in casa venderanno cara la pelle non lasciando nulla d’intentato. Reggio è un’altra piazza calda, importante, con un pubblico caloroso che ti trascina se fai bene la tua parte. Giocando con l’atteggiamento e spirito giusto, il Catania potrebbe riuscire a far sua la partita”.

Hai giocato, tra l’altro, anche nella Reggina. Come descrivi la tua esperienza calabrese?
“Personalmente positiva, dal punto di vista degli obiettivi di squadra potevamo fare meglio. Lottammo per il primo posto fino a tre quarti di campionato, poi perdemmo un match in casa, ci fu un’invasione di campo e si crearono problemi tra le tifoseria ed alcuni miei compagni. La squadra mostrò delle pecche sotto il profilo della personalità, gli importanti valori tecnici non bastarono”.

Per chi farai il tifo tra Reggina e Catania?
“Preferisco non schierarmi. Intanto spero che sia una bella partita, che i tifosi delle due squadre si divertano. Egoisticamente potrei sperare che vinca il Catania perchè forse ha maggiore necessità d’incamerare punti, anche perchè per la Reggina ci sono poche possibilità di raggiungere i Play Off. E’ anche vero che pesano gli 8 punti di penalizzazione. Sarebbe giusto che partecipassero ai campionati solo le società a posto dal punto di vista finanziario”.

Marco, quando torni a Catania?
“Spero che organizzino una rimpatriata di vecchie glorie. Ho un sacco di amici che mi vogliono bene ed a cui voglio bene. Tornerei molto volentieri alle pendici dell’Etna”.

Si ringrazia Marco Piga per la gentile concessione dell’intervista.

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