ESCLUSIVA – Raimondi: “Ruolo di Sottil fondamentale. Catania, non accontentarti del pari. Per battere la Reggina gioca con sicurezza e tranquillità”

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Aldo Raimondi

36 presenze indossando la casacca della Reggina nella stagione 1975-76, una cinquantina con il Catania nel ’79-80 e ’80-81. La redazione di TuttoCalcioCatania.com ha avuto il piacere di sentire telefonicamente il doppio ex Aldo Raimondi, quando si avvicina il fischio d’inizio di Catania-Reggina.

Aldo, è il momento di Catania-Reggina. Tu hai giocato in entrambe le squadre…
“C’è un tifo diverso dalle altre città. Sono piazze in cui il calcio è seguito in maniera totale. Io sono stato molto bene anche a Reggio Calabria. Sarà una partita difficile per il Catania, però il ritorno di Sottil potrebbe spronare i ragazzi. Se Lo Monaco ha optato per questa scelta, vorrà pur dire qualcosa. Parliamo di gente esperta che, se assume certe decisioni, non lo fa perchè ha avuto un capriccio. C’è molto intuito in queste cose. Magari Lo Monaco ha riscontrato che Sottil avesse una certa fiducia tra i ragazzi. Ci tengo a sottolineare che Novellino non si discute come allenatore. Inizialmente aveva dato una sterzata ma ha avuto pochissimo tempo a disposizione, inoltre ha avuto poca fortuna”.

Per passare il turno il Catania può anche pareggiare, ma meglio non accontentarsi?
“La fase dei Play Off è la più difficile. Sono partite da preparare in maniera minuziosa. Non devi difenderti. Nel momento in cui lo fai, becchi gol. Il Catania ha due risultati a disposizione ma deve tenere il pallino del gioco in mano. Possiede i giocatori per farlo, devono avere la fiducia dell’allenatore. La Reggina può essere mentalmente più libera, però il Catania per valori tecnici è superiore, non me ne vogliano i tifosi amaranto. Se giocano con sicurezza e tranquillità, secondo me i rossazzurri avranno la meglio e le qualità verranno fuori. Penso che i calciatori si rendano conto che questa gara racchiuda i sacrifici che hanno fatto durante l’anno. Il Catania deve solo stare un pò più attento perchè, durante la stagione, ha commesso errori compromettenti”.

Ci siamo sentiti alla vigilia di Reggina 3-0 Catania. Come ti spieghi il calo accusato dopo Catanzaro e Juve Stabia?
“Sono momenti in cui il ruolo dell’allenatore diventa fondamentale. Io ho provato a farlo ed è molto difficile. Più che la parte tecnico-tattica, dove siamo tutti bravi, la principale difficoltà è farsi stimare soprattutto da chi non gioca e capire la psicologia dei giocatori. Il tecnico deve essere un bravo psicologo, comprendere la situazione. Evidentemente è venuto a mancare qualcosa nella squadra”.

Quali ingredienti fanno concretamente la differenza ai Play Off?
“La preparazione fisica conta ma anche quella psicologica. Magari hai sprecato tante energie nel corso della stagione e questo può portare tensione nella testa dei giocatori. Come dicevo prima, anche in questi casi la figura dell’allenatore è importantissima. Durante la settimana deve trasmettere fiducia ai ragazzi, caricarli nella maniera giusta, senza tensioni. Così fino all’inizio della partita. Poi, a partire dal fischio d’inizio, ai giocatori tocca esprimere i concetti del tecnico e confrontarsi con l’avversario. Nel momento in cui la gara comincia, l’80% lo fa chi scende in campo cercando di sbagliare meno possibile. Se almeno 7 giocatori dimostrano di essere superiori agli avversari vincendo i duelli, porti a casa il risultato”. 

Quale auspicio per il Catania in vista dei Play Off?
“Faccio gli auguri al Catania e spero di vederlo qui a Salerno, in Serie B. Da dieci anni non vado allo stadio, ci tornerei volentieri se giocassero gli etnei. Mi aspetto che i tifosi tornino ad incitare con grande trasporto la squadra. Lo faranno perchè si rendono conto che i Play Off rappresentano l’ultima occasione per salire di categoria. Ho sempre detto che il Catania non è una piazza da C, purtroppo però il calcio è questo e devi anche soffrire prima della risalita”.

A proposito di Salerno, la società di Lotito pare destinata ad evitare i Play Out grazie alla decisione del Consiglio Direttivo della Lega B. Che ne pensi di questa vicenda?
“Sulla carta la Salernitana è salva. Sembra quasi che Lotito ci stia facendo un favore a fare il Presidente. Praticamente Salerno non ha un settore giovanile, stando così le cose la Salernitana potrebbe fare a vita un campionato di metà classifica o zona retrocessione. Comunque il calcio è cambiato. Per certi versi in meglio perchè c’è una maggiore preparazione fisica, ci si allena per zone di campo e ruoli di gioco. Ma per altri aspetti è peggiorato. Troppa gente incompetente che però entra in questo mondo con i soldi. Il mio calcio anni ’70-80 era meno veloce di adesso ma molto più genuino e tecnico. Dipendevamo da un solo Presidente. Poi la troppa libertà ha determinato una mancanza di rispettare le regole e cambiamenti importanti. Lo stesso calciatore è diventato un estraneo, rifugiandosi dietro lo scudo dei procuratori che, magari, si sentono competenti ma in realtà non lo sono”.

Come fare per risollevare il calcio italiano?
“A mio parere se non cambia la mentalità, anche a livelli alti di Serie A e ripartendo convintamente dai settori giovanili e dalle scuole calcio, faremo una grande fatica a venirne fuori.
 In Italia siamo bravi a supervalutare i giocatori. I procuratori si sono infiltrati sparando cifre altissime, invece il ragazzo ha bisogno di giocare. A 17 anni io ti posso valutare in prospettiva, ma non dire che sei già un fenomeno. Allora il prezzo sale e diventa ancora più complicato acquistare giovani italiani. Non c’è da stupirsi se molti dirigenti sondano il mercato dell’Est. Tutto questo si ripercuote negativamente sul livello generale del campionato italiano”.

Si ringrazia Aldo Raimondi per la gentile concessione dell’intervista.

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